CI SONO RICORDI CHE PROFUMANO DI MERAVIGLIOSO ( PER DOMENICO MODUGNO)

DI MARINA NERI

Non era il mio cantante. Non quello della mia adolescenza. Sono cresciuta con Do,re,mi, fa, sol, con Amore bello e quel Tevere che correva lento lento. In riva al mare una chitarra e quello scoglio non arginava più alcuna emozione.

Come hai fatto, messere in frack a imprimere le tue note dentro di me?

Ascoltai anni fa, quando la donna aveva,ormai, già preso il sopravvento, ” Il maestro di violino”. E fu amore a prima vista, come quell’incendio al di sopra dei retaggi e delle convenzioni descritto nella canzone.

E nel cuore rimanesti, a dispetto dei tanti ritornelli che ogni estate ti spodestavano, tiranni di stagione, effimeri come i fuochi fatui degli innamoramenti di bambini.

Colonna sonora di un vivere mai omologato o omologabile, fondato su un Meraviglioso che sgorgava da ogni sconfitta e ogni volta la consapevolezza che ” mi avevano inventato il mare” librava l’ anima e imponeva un passo nuovo al mio andare.

E nuotai accanto a quel pescespada, piccola goccia di salmastro ad ascoltare quell’urlo ” accidilu! accidilu! ” mentre la femmina moriva e l’amore trionfava.

Cantore dell’amore maturo, quello che la lontananza che si veste di vento non mortifica, non spegne come il fuocherello di un cerino, mi hai fatto spalancare le finestre del mio giorno e in quel” blu dipinto di blu” ho respirato i profumi dei sogni che avevo spento sol perché non ero più ‘na cosa grande!

Oggi a venticinque anni dalla tua morte, Messer Meraviglioso, mentre il mondo incontra la sua deriva e le note che il vento sussurra sono di vergogna per l’amore che abbandona l’animo umano in una Italia lontana dal tuo Volare, una speranza nasce in me :

quel ” chi può fermare il fiume che scorre verso il mare”…