L’ITALIA È UN ISTITUTO BANCARIO BASATO SUL BILANCIO, LA SOVRANITÀ SPETTA AI MERCATI

DI PIERLUIGI PENNATI

C’è stato un tempo in cui non si parlava troppo di Costituzione, se chiedevi ad un ragazzo l’articolo 1 non sapeva bene come proseguire dopo “l’Italia è una Repubblica”…, ma la si attuava.

Gli ospedali erano gratuiti come le medicine, gli asili funzionavano ed erano economici, le scuole private rarissime e se avevi un posto di lavoro lo perdevi solo se “il padrone” falliva veramente e perdeva tutto a sua volta, i ragazzi non sapevano in quale articolo della Costituzione fosse scritto un tale diritto od un altro, ma ne potevano fruire pienamente, la libertà era garantita e l’innocenza giudiziaria un presupposto, almeno fino a prova contraria.

Poi ci hanno detto che tutto ciò costava troppo allo Stato, che nel frattempo era in un fortissimo deficit, e che prima o poi avrebbe dovuto recuperare ed i cittadini dovevano “contribuire” con una parte, piccola, ma contribuire, e nessuno ci ha visto nulla di male, stavamo abbastanza bene economicamente e socialmente e prima o poi si doveva recuperare quel debito.

Nessuno sapeva bene cosa fosse “quel” debito, come mai fosse così alto, esattamente perché doveva essere recuperato, in quanto tempo e come, dato che nessuno ne soffriva: il debito era là, era praticamente virtuale per tutti e solo i contabili sapevano della sua esistenza e quanto fosse grande, ma il debito non preoccupava troppo perché in fondo era con se stessi, vale a dire che lo stato, di proprietà dei cittadini, aveva un forte credito con i cittadini stessi, proprietari dello stato, che erano i debitori e tutto filava liscio senza troppi pensieri.

Poi si cominciò a ripianarlo, all’inizio si contribuì con contributi quasi simbolici, poi, una volta abituati ai costi, le cifre aumentarono progressivamente perché il denaro non bastava mai a coprire la spesa, e poi ancora, fino all’assurdo che per alcune prestazioni il contributo, o ticket, era persino superiore al costo della prestazione stessa.

Ancora oggi è cosi e non solo in sanità, dove è forse più evidente, un’ecografia a pagamento in in tempi brevi in strutture private bellissime costa spesso meno del ticket sanitario in ospedali fatiscenti con lunghe attese, provare per credere.

Piano piano tutto è aumentato e quello che prima era gratuito per quasi tutti è diventato a pagamento per quasi tutti, così le persone hanno cominciato a curarsi di meno per risparmiare, gli ospedali pubblici a chiudere e quelli rimasti straripanti di persone in liste di attesa, oggi gli asili costano troppo e sono spesso scomodi, il posto di lavoro fisso quasi un miraggio, la dignità calpestata per uno stipendio sotto la soglia di povertà, le agenzie per il lavoro che impiegano più persone di quelle che collocano, le associazioni di “volontariato” ormai quasi tutte aziendine senza le quali lo Stato crollerebbe sotto la sua inefficienza, le carceri svuotate alzando la soglia dei reati, cosicché chi ieri era un criminale oggi è a piede libero, i tribunali carissimi e di difficile accesso, cosicché i giudici hanno meno lavoro ma l’ingiustizia dilaga, devi provare la tua innocenza sennò sono guai e tutto va lentamente ed inesorabilmente a rotoli.

Ma l’importante e che domenica i precari possano andare al centro commerciale a comprare l’IphoneX a rate e la borsa valori di un qualsiasi stato al mondo non scenda, altrimenti siamo in recessione.

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità spetta al popolo.

Questo scrissero i padri costituenti mettendo al centro l’uomo.

L’Italia è un istituto bancario basato sul bilancio comunitario europeo e mondiale, la sovranità spetta ai mercati.

Questa è la situazione di fatto.

Ma stiamo tutti tranquilli in quanto ci hanno detto che siamo tutti bravissimi economisti perché sappiamo che il benessere è legato alla crescita dei mercati, ma non ci hanno detto che mercati che producono valori virtuali di interesse e non lavoro e beni tangibili quando crescono è perché deprimono produzione e lavoro fino a quando i mercati non potranno più crescere perché saremo tutti schiavi e nessuno potrà più permettersi nulla, nemmeno a credito.

Fin dall’approvazione del Glass Steagal Act, che ha protetto famiglie ed industria fino agli anno ’90, è stato chiaro che i mercati fossero il vero problema, ma noi ce ne siamo scordati per diventare tutti “esperti” di qualcosa.

Si dice che l’ignoranza unita alla supponenza sia la combinazione distruttiva peggiore, non servono dotti commenti, serve informarsi sui soli fatti e farsi un’idea propria e non mutuare quella di qualche esperto truffatore dall’aspetto interessante, poi serve la disobbedienza civile, non intellettuali, ma braccia e mani che si muovono all’unisono per riprenderci quello che avevamo già e che le nuove generazioni non hanno nemmeno conosciuto.

Da molti, troppi, anni cambiamo leggi e persino la costituzione per adattare tutto alle nuove esigenze, “ce lo chiede l’Europa” è stato lo slogan più in voga, il “ce lo chiedono gli italiani” dei padri fondatori nessuno lo ricorda più.

La Costituzione Italiana non va solo studiata e non va assolutamente modificata, va solo attuata.

Quando uno solo comanda e tutti obbediscono si chiama dittatura, quando tutti comandano e tutti obbediscono si chiama democrazia, comprimere la democrazia per la governabilità significa avvicinarsi alla dittatura.

Evviva il sistema proporzionale puro, evviva la costituzione più bella del mondo, che avevamo e possiamo riavere, se solo lo vogliamo.

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