L’ODIO CONTRO I PROFESSORONI

DI UDO GUMPEL

E’ l’odio verso le “elite” il discorso sottostante al “salvinismo”, la variante italiana dell’ideologia nazional-sovranista attualizzata. Sono “professoroni”, “vescovoni”, “intellettualoni”. Un misto di odio con substrati di invidia sociale.
Che i medesimi promotori, specie nelle persone dei due leader politici, siano allo stesso tempo “anti-elite”, di “zeru-titulu”, è un titolo di merito, agli occhi dei loro supporters. Pur occupando dei posti da “elite” nella piramide sociale, come reddito sono assolutamente “elite”… peraltro.

Verissimo è che le elite di questo paese l’hanno condotto nello stagno attuale, non hanno pensato ad altro che arricchirsi personalmente, con rare eccezioni, sono responsabili dello status attuale.
Problema è che le “anti-elite” sono formate da persone del sottobosco delle vecchie elite, dei portaborse, senz’arte ne parte, vivono, come il milanese, da decenni degli emolumenti pubblici, senza aver mai lavorato un giorno in vita in un’azienda che non sia sponsorizzata da denaro pubblico, mentre il bibbitaio fa parte della categoria dei miracolati alla corte di Grillo, come tanti dei suoi simili: prima della politica, reditto zero.
Logico che essi saranno fedeli alla Casaleggio, fino all’ultima diaria pubblica.

Ora, per qualche tempo, la campagna “anti-elite” funziona.

Uno, perché si basa si una reale esperienza, le elite del paese l’hanno portato fin qua. Due, perché ancora non si è arrivati al redde rationem.
Chi invece osserva la realtà, dura e cruda, dovrebbe esser molto preoccupato. Il disprezzo per lo studio, gli “intellettuali”, le elite in senso largo, non può che accelerare il declino gia in atto.
Lo Svimez certifica la fuga dal sud, i dati anagrafici, le ricerche recenti sulla nuova emigrazione dall’Italia intera confermano:
E’ un atto una emigrazione di massa degli italiani, come negli anni 50. Sono in quei anni erano a emigrare operai, sottoqualificati, quasi analfabeti.
Oggi fuggono i migliori. Restano vecchi, meno qualificati. scappano i giovani in primis, il paese ne ha sempre di meno, i diplomati, laureati e dottorati. Fuggono per sempre.

Poi gongola il bibbitaio che la disoccupazione in Italia sia scesa di zero-virgola, senza capire, nessuno oserà a spiegarglielo, che scende, perché è sceso il valore di riferimento, il numero delle persone che cercano un lavoro: perchè l’hanno gia trovato, all’estero.

Poi: non è la “disoccupazione” il dato piu importante, ma la percentuale di occupati. E li l’Italia mostra dei dati paurosi. La percentuale degli “occupati” è 62,3%, al posto nr.1 in Europa si trova la Svezia, con 81,8%, al secondo posto la Germania con 79,2%, la Francia con 71% nella media europe, peggio c’è solo la Grecia con 57,8%. Giovani laureati faticano a trovare un posto di lavoro.
Poi c’è l’abisso tra nord e sud. In Alto Adige si hanno valori “tedeschi” di occupazione, in Sicilia i peggiori dati europei: solo 44% della popolazione ha un posto di lavoro regolare.

Ci meravigliamo perché i giovani italiani scappino?
Ecco la ragione: a 3 anni dal titolo accademico solo poco più della metà (il 52,9%) risulta aver trovato un lavoro, a differenza della Germania, dove questo numero sta sopra la soglia del 90%. Per i diplomati italiani la situazione è ancora peggiore con solo il 30,5% che risulta occupato a 3 anni dal titolo (40,2% per i diplomi professionali).
Nel complesso le persone tra i 20 e i 34 anni uscite dal percorso formativo occupate in Italia nel 2014 erano appena il 45% contro il 76% medio in Europa, indietro quindi di oltre trenta punti rispetto all’Ue a 28. Paesi in testa alla classifica sono invece la Germania (90%), la Gran Bretagna (83,2%) e la Francia (75,2%).
In altre parole: La maggioranza dei giovani italiani non possiede nessuna vera professione. Sono “non-qualificati”. Faticherebbero a trovarne all’estero. Certo, sono questi che a maggioranza restano in Italia e, suppongo, plaudino al DJ improvvisato del Papeete Beach. Perché è come loro.

Anche per la cosiddetta educazione terziaria (dalla laurea breve al dottorato) i dati non sono confortanti: l’Italia si situa sempre al penultimo posto dopo la Grecia con il 52,9%.
Questo è lo spread che dovrebbe preoccupare un governo serio: In Germania il 93,1% dei neolaureati e dottorati ha un lavoro nell’arco di 12-24 mesi. E non da cameriere, ma inserito nella qualifica ottenuta.

In l’Italia si era registrato un crollo delle percentuali di occupazione dopo il titolo con la crisi economica, in particolare tra il 2008 e il 2014 la media di giovani occupati a tre anni dal titolo nell’Unione europea è scesa di otto punti, mentre in Italia è crollata di oltre venti punti dal 65,2% al 45%.
E da li non si è ripreso bene, ora qualche punto di percentuale si sta migliorando, ma solo per effetto della legge della statistica.
Nello stesso periodo in Germania la percentuale invece è cresciuta dall’86,5% al 90%.

E’ chiaro, percé un giovani con un minimo di voglia di affermarsi sul lavoro, e con una buona qualifica, ottenuta in ateneo italiano, spesso ancora di ottima qualità, nonostante gli scarsi finanziammenti, scappi all’estero.

Di questi DRAMMATICI dati un governo nazionale si dovrebbe occupare, invece di pensare soltanto a distribuire prebende illusorie, regalie elettorali per anziani.

Con la campagna di ODIO cacci propi quelle persone che che possono e devono salvare l’Italia. Mica pensate che l’Italia debba vivere bene di prodotti a basso costo, svalutando le nuova lira? E allora volete far concorranza alla Bulgaria, stipendio minimo 220 euro mensili?

Questa è la vera emergenza, sono i, secondo le stime, 285 mila giovani che ogni anni anno lasciano l’Italia. Sono i migliori che lasciano il paese.
Invece la propaganda sono le “zingaracce”, “neri nei barconi delle ONG” (ca mille persone finora 2019) il problema.

Un abbaglio colossale, che l’intero paese pagherà a carissimo prezzo. Una volta cacciati i vostri giovani, bravi, accademici, istruiti, accolti a bracce aperte in tutto il mondo, chi vi paga le pensioni a quota 100? Eh? E chi cambierà il pannolino dei vostri anziani?

La campagna anti-intellettuali è la zappa che i nazional-sovranisti si mettono su…quello che volete.