GIUSEPPE CONTE, UN SIGNORE D’ALTRI TEMPI

DI CLAUDIA SABA

Un signore d’altri tempi.
Il nostro Presidente del Consiglio Conte.
Nostro, perché è stato il Presidente di tutti.
Costretto a confrontarsi tra due fazioni opposte, insieme, solo per necessità.
E ci ha dimostrato che, anche in politica, possono esistere educazione e rispetto.
Da quando non avevamo un presidente così?
Da tempi molto lontani.
Ma non poteva durare con il
nulla intorno.
È riuscito ad essere educato anche nel disprezzo e nell’insulto.
E sono stati tanti gli insulti che ha rivolto ieri il presidente Conte a Salvini.
Con classe ed eleganza, qualità che il capitano non sa neppure dove siano.
Ma l’ego, ancora una volta, ha divorato Salvini. Non ci sta ad essere deriso proprio da lui.
E allora cosa fa?
Sfiducia il Presidente Conte.
Con una scusa da codardi.
“Perché assente alla votazione sul TAV”.
Lo dice uno che non c’è mai stato, che non si è mai presentato per spiegare situazioni imbarazzanti dei suoi adepti o la storia dei rubli dalla Russia.
Lo dice quel capitano che non ha mai svolto un’ora di lavoro vero.
Per non parlare poi delle assenze al Parlamento Europeo.
Eppure, il capitano, ha il coraggio di sfiduciare Conte.
Se ci avessero detto che un asino vola, sarebbe stato più facile da credere.