LA DESTRA È UN’ALTRA COSA

DI FEDERICO TANTILLO

Federico Tantillo
4 agosto alle ore 08:17 ·
LA DESTRA È UN’ALTRA COSA.
A casa mia erano tutti missini.
I miei nonni materni, coi quali sostanzialmente vivevo, e che praticamente mi hanno cresciuto, essendo mia madre separata da quando avevo quattro anni, e dovendo lavorare (mio padre solo dopo qualche anno fu obbligato a versare gli “alimenti”: 40mila lire, più o meno 250 euro di oggi), leggevano “Il Tempo”, diretto da Gianni Letta, allora.
Zia Clara, che lavorava in politica ad alto livello (fu capo-segreteria di Fanfani, poi assistente di personaggi di rilievo degli anni 70 e 80; indimenticabile il ricordo della chiamata di Gianni Agnelli, l’Avvocato, cui mio cugino Leonardo, che avrà avuto tre o quattro anni, rispose “mamma è in bagno, la chiamo subito”; l’Avvocato, si sa, chiamava la mattina presto), zia Clara, dicevo, leggeva “Il Borghese”, e mi portò al primo comizio della mia vita nel ’72 mi pare: era un comizio di Giorgio Almirante, a piazza del Popolo. La piazza era piena, applausi scroscianti, ripetuti. La prosa di Almirante di grande impatto, era un oratore finissimo, capace di evocare emozioni, di esaltare il “suo” pubblico.
La parola più citata credo fosse “patria”.
Zia mi portava spesso (ci portava, con Costanza e Leonardo) anche al Quirinale, la domenica, a vedere il cambio della guardia, alle 16.
Mi insegnò, ci insegnò, a ascoltare l’Inno di Mameli in piedi, in silenzio, con la mano sul cuore.
Zia era di destra, in modo acceso, come tutto ciò che faceva. Sempre passionale, estrema.
I miei nonni erano molto moderati, come mia madre. Di nonno Nino ricordo i commenti addolorati sul golpe in Cile: “è un governo pericoloso, ma non si fa in quel modo, coi bombardamenti, ci sono altri modi, civili”.
Mia madre, l’ho già raccontato, fu una di quelli che comprò “Il Giornale” di Montanelli (quando “Il Giornale” era quello vero) dal primo numero.
Lo leggevo, con grande attenzione, ne ho un ricordo molto bello. Ci scriveva gente davvero cazzuta (Bettiza, Damato, Sterpa, Caputo, Torelli, tante firme importanti, molti veri liberali).
Poi, nel ’77, presi la mia strada, ovviamente molto condizionata da quella formazione, che per forza di cose contestai.
Ma questa è un’altra storia, che racconterò presto nell’introduzione al volume, in uscita a settembre, del mitico Andrea Maori, dedicato alla morte, anzi, all’assassinio per mano dello Stato, di Giorgiana Masi (momento decisivo per la storia del Paese, per quella del Partito Radicale, e per la mia personale).
Qui, ora, volevo dire un’altra cosa.
Io che oggi non sono un cultore dell’idea di patria, e che se proprio devo coltivarla, la vedo da molti anni collegata a un obiettivo preciso, ossia la costruzione degli Stati Uniti d’Europa, credo che questi leghisti che da 25 anni sputano sulla bandiera italiana, e ora sulle (criticabilissime, tutte da riformare, ma non da calpestare e irridere) Istituzioni Europee, stanno riuscendo almeno in un loro intento.
Hanno detto, lo stesso Salvini ha detto, tempo fa, che con la bandiera italiana, proprio quella che zia mi insegnò a salutare con la mano sul cuore, ci si pulisce il culo.
Beh, mi pare che il suo obiettivo lo abbia raggiunto. Tutto ciò che sta facendo da quando è al governo, e massimamente in questi giorni, è esattamente riassumibile nell’immagine di uno che si sta pulendo il culo con la bandiera italiana.
Per cui, quando questo tipo dice “prima gli italiani”, non fatevi prendere per i fondelli. Basta vedere i dati della nostra economia, il casino che sta producendo “Quota 100” nella Pubblica Amministrazione, basta parlare con un imprenditore, un direttore di banca, per capire che degli italiani a questi non frega proprio nulla. Nulla di nulla.
Soprattutto, a me che ascoltavo Almirante a nove anni, non venite a raccontare che questa è “destra”.
Questa è feccia. Feccia populista, statalista, improduttiva, assistenzialista.
La destra è un’altra cosa.

P. S. (aggiunto 36 ore dopo): delle cubiste e del torso nudo non me ne frega nulla. Non ne faccio un problema di “forma”. Il link che riporto in effetti trae in inganno.
Ciò che mi disturba è che un cialtrone populista, incapace di raggiungere i risultati economici (almeno quelli) che invece ad esempio Trump e Orban ottengono per i propri paesi, lontano anni luce dalla destra che intendo io (Reagan e Thatcher, per farmi capire), usi la sola propaganda per ottenere consenso, non facendo assolutamente NULLA sul piano pratico. Neanche sul tema sicurezza (noi siamo già, da molto, uno dei paesi in cui non esiste un problema “sicurezza”).
Assistenzialismo statalista in economia (quota 100 vero furto ai giovani, ennesimo), provvedimenti liberticidi in ambito normativo, responsabilità gravissime (insieme a tutta Europa, certo, ma la condivisione del crimine non ne diminuisce la gravità) sul tema migrazioni/morti in mare. E poi, una fabbrica di fuffa.
Eversione da scolaro ripetente insomma.
Se devi fare il reazionario, almeno fallo bene.