‘BUFFONE, BUFFONE’. A SOVERATO E’ INIZIATA LA FINE POLITICA DI MATTEO SALVINI

DI LUCIO GIORDANO

Non si fa in tempo a sostenere che l’unica cosa saggia per fermare la deriva autoritaria che Salvini imporrebbe vincendo le prossime elezioni, sia un governo Pd-5 stelle, cioè i due principali partiti del voto del quattro marzo scorso, che già si deve cambiare pagina. In una accelerata che solo la politica di questi anni sa imporre, ecco che sul muso di Salvini sbattono le forti contestazioni del sud Italia. Tutto in ventiquattro ore.  Prima Policoro, poi Le Castella, infine Soverato. Soprattutto Soverato.  Come racconta con sintesi perfetta Annalisa Lupis :

‘Vivo qui.
È stato contestato alla grande.
Una serata parecchio storta.
In bermuda e maglietta furba.
Ama così tanto il sud che sbaglia pure provincia sulla sua pagina.
Soverato(Cosenza)due minuti e arrivo.
Poi corretta in corsa.
Flop!’

Ecco, proprio nella Calabria del suo seggio elettorale,  come  dimostrano chiaramente le immagini di Soverato web e del Corriere, Salvini ha saggiato l’aspro odore della protesta della società civile. Due, tremila persone hanno iniziato a dargli del buffone, del fascista. Con le mani alzate hanno mostrato il dissenso pacifico di chi non ci sta a dare  pieni poteri decisi da lui, imposti da lui. Da lui e da nessun altro. Tanto che gli imprenditori del nord che votano Lega iniziano anche loro ad esser contrariati da questa permanente campagna elettorale balneare e dai toni violenti. Che somiglia ad un tour delle stelle del grande Fratello, piuttosto che alla rincorsa verso il voto di quando sarà, se sarà.

La società civile ha insomma iniziato ad alzare la voce contro Salvini ,  come mai fatto prima d’ora. Segno che la misura è colma. Se ci fate caso, è esattamente quello che è capitato a Matteo Renzi tre anni fa. Anche per lui, dopo le prime contestazioni,  il buio. Mentre i celerini alle dipendenze del ministro dell’interno ieri sera provavano con virulenza a smorzare la protesta, sul palco Salvini somigliava ad un pulcino bagnato, uno capitato lì per caso che ripeteva sempre le stesse, noiose cose.

Adesso, se è davvero  l’opinione pubblica a decretare vittorie e sconfitte nella politica, ecco: i trionfi dell’ultimo anno, per il segretario della lega Nord per l’Indipendenza della Padania, si stanno trasformando lentamente in una sconfitta dietro l’altra. La protervia di Salvini non è più tollerata. E  non basta  avere un guru alle spalle come Steve Bannon, il suprematista americano legato ai circoli neonazisti statunitensi, capace di far vincere finanche uno come Trump. La strategia politica  di Salvini inizia in effetti  a fare acqua. Un erroraccio, ad esempio,  innescare la crisi di governo e farlo con calcolata improvvisazione. Nitida, infatti, è la voglia del leader leghista di capitalizzare i consensi fin qui ottenuti, fregandosene altamente dei problemi degli italiani e degli italiani stessi. Ma soprattutto nitida la  scontatissima voglia, anpiamente prevista da noi di Alganews,  di fare la mossa del cavallo per evitare di affrontare la manovra in deficit lacrime e sangue voluta dallo stesso  Salvini. Una manovra che, senza tanti giri di parole,  farebbe tanto male agli italiani.

E pazienza se a farla dovessero essere il Pd con i 5 stelle. Basterebbe una manovra normale, per scongiurare l’aumento dell’Iva, togliendo flat tax e abolendo quota cento, un provvedimento che, va detto,  annichilisce in modo delittuoso e spregevole le speranze future dei ventenni italiani. A quel punto, se i conti tornassero in ordine, Salvini potrebbe sbraitare quanto vuole, se si formasse a rigor di logica un nuovo governo, diverso da quello da lui paventato. E non servirebbe prendersela con l’orso marsicano, l’ape maya, Soros, l’Europa cattivona, e i poteri forti, che poi in realtà sono totalmente al suo fianco. Potrebbe battere i piedini, insomma,  ma lentamente la sua deriva autoritaria e fascistoide finirebbe nell’oblio.

E no, tranquilli, Salvini non andrebbe al quaranto o cinquanta  per cento, dopo un eventuale governo tecnico o  un altro  formato da pd 5 stelle. Magari, confidando nell’onda lunga,  la prossima primavera potrebbe anche vincere le elezioni,  Salvini. Potrebbe  governare pure per due anni l’Italia, con Berlusconi e la Meloni, portando inevitabilmente  alle macerie il Paese, Però, una cosa è certa: il magic moment con il Peese è ormai finito. Le immagini di Soverato stanno lì a dimostrarlo.

Alla società civile che crede nella democrazia, nell’Europa e nella politica lontana da quella fatta in costume da bagno ,non resta che combattere combattere combattere. Salvini si può sconfiggere senza nemmeno andare tra le montagne. Che poi a mille metri, d’inverno lì fa pure freddo.  Coraggio, dunque: scarpe rotte eppur bisogna andar.

Pubblicato da Soverato Web su Sabato 10 agosto 2019