FIORENZO DI LORENZO E LA “NICCHIA DI SAN FRANCESCO AL PRATO” DI PERUGIA

DI VANNI CAPOCCIA

 

Fiorenzo di Lorenzo per buona parte del Novecento più che un autore da studiare dagli storici dell’arte è stato considerato un deposito dove collocare le opere che non potevano attribuire al Perugino o a Pintoricchio.

Crearono un vasto e confuso magazzino che fece di Fiorenzo un artista dai contorni indefiniti. Poi il ritrovamento da parte di Michael Bury di un documento che consentiva di attribuire il “Trittico della Giustizia“ a Bartolomeo Caporali e Sante D’Apollonio e, successivamente, di un altro da parte di Pietro Scarpellini con il quale “l’Adorazione del Bambino” tornò a Bartolomeo Caporali consentirono di sfoltire il confuso catalogo di Fiorenzo sul quale, nonostante ciò, continua a pesare il tranciante giudizio di “artigiano d’alta classe” con il quale lo etichettò Federico Zeri.

Artigiano magari no, ma figlio d’artigiano sicuramente sì. Il padre, infatti, era falegname e nella sua bottega il figlio potrebbe essere stato iniziato alla lavorazione e scultura del legno. Attività che affiancò a quella di pittore come dimostra la bella ed elegante “Nicchia di san Francesco al Prato” firmata e datata 1487 alla Galleria Nazionale dell’Umbria.

Una carpenteria lignea dorata e scolpita nella quale forma, paraste laterali intagliate a grottesche, figure evidenziano la riflessione sul tabernacolo in marmo di Francesco di Simone Ferrucci nella chiesa perugina di santa Maria di Monteluce; mentre la parte dipinta sottolinea lo stretto rapporto avuto da Fiorenzo con Antoniazzo Romano.

Nella predella all’esterno lo stemma degli Alfani, evidentemente finanziatori dell’opera, nei tondi santi francescani tra i quali san Bonaventura, il “Serafico” Dottore della chiesa che in san Francesco, come fa notare Laura Teza, “aveva visto il “servo più grande”, il servi prioris dell’iscrizione all’interno della nicchia, il servitore fedele e obbediente della Chiesa”.

Chiesa rappresentata nella nicchia dai santi Pietro e Paolo che al suo accurato interno non poteva che avere, come aveva ipotizzato Francesco Santi, una statua di san Francesco. Individuata, sempre da Laura Teza, nel san Francesco ligneo nella sacrestia dell’oratorio di san Bernardino che sia per le dimensioni sia per il luogo dov’è conservato si adatta a meraviglia alla Nicchia di Fiorenzo di Lorenzo e al suo racconto.

Vanni Capoccia

(foto, ricostruzione grafica della nicchia da Laura Teza, “Per Fiorenzo di Lorenzo pittore e scultore”)