GOVERNO DEL CAMBIAMENTO: DALLA DEMOCRAZIA AI “PIENI POTERI”

DI MARIO PIAZZA

Quando uno come il Salvini arriva a pretendere il “potere assoluto” non c’è dubbio che la colpa sia di tutti, o perlomeno di tutti quelli che potevano fare qualcosa.

Colpa di un “custode della Costituzione” che non ha saputo custodire, di un’opposizione inconcludente, di una stampa vigliacca e di una magistratura ingessata, ma quelli tanto stupidi da quasi suicidarsi per portare l’acqua con le orecchie all’aspirante “dittatore” sono stati i grillini, su questo non credo che ci siano dubbi.

Cari grillini, se il Salvini dovesse davvero arrivare ai “pieni poteri”, con o senza la Meloni, le vostre “piccole conquiste” verranno spazzate via come la cacca secca di un cane. Era facile prevederlo, per tutti tranne che per chi nello sforzo di mantenere le immeritate poltrone teneva le palpebre colpevolmente serrate.

Non tutti, eh? Di Maio ad esempio ha seguito ed ha supportato il Salvini con convinzione, lo ha sottratto alla Legge e lo ha accompagnato scodinzolando per tutta questa discesa all’inferno economico e sociale. Insieme a lui ha soffiato allegramente sul fuoco dell’odio, come lui si è affacciato ai balconi rifilando panzane al proprio elettorato e persino più di lui ha represso qualsiasi dibattito interno al partito rendendolo un guscio vuoto.

Ed ecco il paradosso, il “comma 22”: se i veri grillini grandi e piccoli dopo averci condotto sull’orlo del baratro avessero un briciolo di coscienza dovrebbero abbassare le penne ed almeno provare a contenere il disastro che hanno combinato, ma se lo facessero non sarebbero più veri grillini.