LA SCONSIDERATA AVVENTURA

DI GIANFRANCO MICALI

 

Quanta confusione sotto il sole d’agosto… Il primo interrogativo riguarda l’improvvisa accelerazione della crisi di Governo da parte di Salvini. Che cosa è successo in certe segrete stanze? Quali timori all’orizzonte? Non sfugge neppure a un finto naif come lui che, sotto ogni latitudine, chi manda tutto all’aria perché si crede vincente, “entra Papa ed esce cardinale”. Per lui tutto è ancora più pericoloso: molto del consenso, di spiaggia, virtuale e sondaggistico, gli deriva dal dare a intendere di essere un “capitano” dagli ampi poteri. Ma se questi gli vengono tolti, magari perché viene formato un Governo provvisorio che porti alle elezioni, moltissimi “soccorritori” si spostano dalla parte di chi appare il momentaneo vincitore. E se nella compagine, pur formata da un anonimo comandante, il suo posto venisse affidato a un Minniti ministro degli Interni, Matteo 2 su cosa potrebbe poi impostare la sua campagna elettorale?
Certo, lui imbraccerebbe come fosse un kalashnikov, la flat tax, ma quanti italiani restano disposti a confidare in questa chimera? Soltanto quelli che sperano nell’ “uomo solo al comando” per affidargli quei “pieni poteri”, ai quali aspirava anche Matteo 1.
Ma si è visto il risultato del referendum.
Al di là di tutti i numeri propinati dagli istituti di sondaggio, quel 60 a 40, che non si è modificato, avrebbe dovuto sconsigliare Salvini dal tentare questa sconsiderata avventura, dalle sicure e nefaste conseguenze per i conti italiani.