SALVINI CONTESTATO IN CALABRIA. MIMMO LUCANO SUGLI SCUDI

DI MARINA NERI

Il Beach Tour del leader leghista è approdato oggi in Calabria. Una specie di tournée estiva come si conviene a gente di spettacolo. E la spettacolarizzazione della politica è il punto di forza di Matteo Salvini che sceglie il giorno di San Lorenzo per giungere nell’estremo sud.

Sicuramente data casuale il 10 di agosto, ma dopo le ultime vicende governative , davvero profetica: la caduta delle stelle!

Non un viaggio, quindi, istituzionale, da capo del Viminale, ma la perenne marcatura del territorio come esponente massimo della Lega.

A Policoro, in Basilicata tanta gente a suddividersi in pubblico osannante e cittadini che hanno manifestato il loro dissenso intonando ” Bella Ciao”. Una ragazza addirittura ha lanciato dell’acqua sul viso di Salvini, allontanandosi subito dopo.

Stesso copione in Calabria. A Le Castella nel pomeriggio, la figura divisiva di Salvini si è manifestata. Molti gli ossequiosi calabresi ad applaudire alle dichiarazioni del leghista. Altrettanto numerosi i calabresi che non si sono fatti intimidire dalla presenza del ministro ma hanno manifestato il dissenso con cori e striscioni.

La notte di San Lorenzo lo ha visto protagonista in quel di Soverato. Prima del comizio scontri in spiaggia fra contestatori e forze dell’ordine.

Successivamente la polizia in assetto antisommossa ha dovuto arginare i manifestanti che si erano assiepati proprio a ridosso del palco sul quale arringava il ministro.

Numerosissimi i calabresi a rivendicare l’ appellatativo, tanto caro, alla politica leghista ” terroni” quando era usato in senso dispregiativo.

” La Calabria non dimentica”,
“Salvini vattene” , “welcome to Calafrica”, alcuni degli striscioni preparati per accogliere il ministro da parte dei calabresi delusi, arrabbiati per l’imposizione dell’ autonomia differenziata, stanchi di promesse mai mantenute.

Tra i vessilli, le lenzuola e gli striscioni dei contestatori anche bandiere del Movimento 5 Stelle.

” Brigante se more” è stato il canto a fare da sottofondo. Un rigurgito di orgoglio. Un moto spontaneo , un afflato che ha unito tantissima gente, giovani, anziani, giovanissimi a intonare insieme “pure ‘a Calabria mo s’è arrevotata
e stu nemico facimmo tremà.”

E poi l’inno della contestazione a Salvini, quel Bella Ciao che unisce l’Italia più di mille bandiere.

Una protesta pacifica eppure incisiva.

Un black out improvviso ha fatto sospendere il comizio. Un contestatore, almeno così il ministro ha dichiarato subito dopo, avrebbe danneggiato l’impianto di amplificazione. Lo stesso sarebbe stato bloccato e identificato.

Ma, ristabilita la funzionalità dell’apparecchiatura, i cori di protesta impedivano, comunque allo stesso di continuare a parlare.

Indispettito il leader leghista , dopo avere vanamente chiesto il silenzio, ha appellato gli oppositori con l’ epiteto di ” cretini”.

” A queste persone sarebbe servito un po’ di servizio militare o un po’ di volontariato in parrocchia o con gli anziani”, ha detto indirizzando le sue parole a tutti coloro che lo stavano contestando.

Non si arrestavano, però, i cori per nulla intimiditi dall’eloquio sprezzante di Salvini al loro indirizzo.

Anzi, nitide si sono levate nel cielo stellato le voci di chi ha scadito lente e inesorabili parole pesanti come macigni per la politica leghista ” Domenico Lucano orgoglio calabrese” .

A fare notizia nella notte delle stelle cadenti non è il palinsesto ormai da campagna elettorale del ministro, con i suoi cavalli di battaglia, elezioni a ottobre, immigrazione, rom, flat tax , grandi opere, infrastrutture, lotta alla criminalità, sicurezza.

A far notizia sono i fischi che sovrastano la voce, i ” vattene” e i sorrisi della gente che contesta, consapevole che in questa sera di metà agosto un capitano sarà stato l’unico a Soverato a non vedere una stella cadente.

Foto di Mary Critelli