ANCORA CON STA’ RESPONSABILITA’?

DI VINCENZO PALIOTTI

Responsabilità, questa parola appare e la si sente pronunciare solo quando abbiamo l’acqua alla gola, in tempi di crisi. Quando la verità su quali sono i reali problemi del paese viene finalmente a galla ed è finalmente sotto gli occhi di tutti. Quando ci si rende conto che la propaganda che abbiamo dovuto digerire per mesi e mesi era fatta di niente, di aria fritta. E’ già accaduto, nel 2011 quando il governo Berlusconi cedette il passo a quello “tecnico” di Monti con le conseguenze che ancora soffriamo. Anche allora si sentì parlare di responsabilità e la si chiese, anche allora, a chi non era al governo e non a chi aveva provocato l’emergenza proprio come sta accadendo oggi. Insieme a questa parola si risente anche parlare di “interesse per il paese”, “salviamo il paese”. A dirlo sono sempre, come in passato, coloro che hanno disatteso entrambe le cose. Il tutto dando ragione alle “Cassandre” che tutto questo lo avevano previsto, dileggiate, insultate ed emarginate. E a pronunciare l’appello al popolo (“salviamo il paese”) è quello stesso “vate” che, parlando di “rivoluzione”, ha aizzato milioni di persone proprio contro quello stato che oggi vorrebbe salvare. Che poi significherebbe salvare se stesso e il suo Mo vi mento dal fallimento totale. Tutto questo mentre il suo alleato, nel pieno del suo delirio, reclama i “pieni poteri”. Come se i “pieni poteri” non li avesse già, grazie al contributo fattivo e concreto di chi gli ha concesso di tutto, anche l’impunità. Ma non sarebbe stato meglio tirarla fuori prima questa parola? Non sarebbe stato meglio pensare di utilizzarla per governare in modo trasparente? Dicendo cioè la verità e non “va tutto bene madama la Marchesa” per non perdere consensi. Invece di affannarsi a dimostrare che i problemi del paese erano legati a quattro “disgraziati” che cercavano solo umanità, riparo da guerre, fame e disperazione. Credendo poi di aggiustare tutto con provvedimenti di facciata, tutti eseguiti tra l’altro in deficit, dimenticando promesse di rivoluzioni, di anni splendidi di benessere davanti a noi, mentendo sapendo di mentire. Ora con le “braghe in mano” cercano di riparare chiedendo appunto responsabilità su tutti i fronti. Chiedendola anche a quelli che avevano demonizzato, ma soprattutto a quelli ai quali avevano promesso mari e monti e che, come sempre accade, toccheranno le conseguenze ed altri sacrifici oltre a quelli già in corso.