VOGLIO UN’ITALIA NON INCATTIVITA DALL’ ODIO

DI GERARDO D’AMICO

Mia nonna, mia mamma, quando mangiavamo in pubblico a chiunque fosse presente chiedevano: favorite? Erano cose modeste, panini con ombra di qualcosa dentro, ma era d’obbligo offrirlo, noi bambini venivamo duramente redarguiti se non chiedevamo di dividere quello che avevamo con chi ci stava accanto e non aveva da mangiare.
Erano tempi di un’ altra Italia. Quella in cui ci si alzava sul bus per far sedere una signora o una persona anziana, quella in cui si chiedeva al vicino se serviva qualcosa al negozio per la spesa, quella che se qualcuno cadeva per strada ti portavano al bar e ti offrivano qualcosa per riprenderti.
Un’Italia non avvelenata dall’odio, dalla paura, dal razzismo instillati negli ultimi anni.
Non siamo diventati migliori.