CHE PAESE STRANO IL NOSTRO

 

DI VINCENZO PALIOTTI

E’ veramente un paese strano l’Italia, per un anno e mezzo ci siamo sgolati a far capire ad amici, conoscenti etc. che stavano puntando su un cavallo sbagliato, un cavallo che non solo non era vincente ma che poteva danneggiare proprio loro che lo hanno voluto al loro fianco. Quando arrivavano critiche ed accuse al soggetto in questione, alle sue “bravate”, ci si arrampicava sugli specchi per giustificarlo, parlando anche di fake news anche quando queste erano documentate in modo chiaro ed inequivocabile. Minimizzavano, se non tacitavano ad arte, su sentenze definitive, arresti, indagini sul conto suo e del suo partito, dimenticando i principi sbandierati ai quattro venti: onestà, pulizia della politica, tutte cose poi utilizzate a piene mani quando si trattava di avversari politici. Oggi di lui si legge dappertutto peste e corna, con dovizia di particolari. Ogni suo passo criticato, giudicato calcando la mano per dimostrare di che soggetto si tratta. Oggi quindi costui è diventato il “mostro”, il “barbaro” da combattere come se prima non lo fosse, come se non lo avessero trovato nel peggiore schieramento politico dell’arco costituzionale, uno schieramento che ha frodato allo stato milioni di euro, con sentenza definitiva della Cassazione. Partito razzista, secessionista, omofobo, xenofobo, anti Europa, anti Euro, tutte cose risapute non da oggi. E per sapere di lui sarebbe bastato solo ricordare che costui usava la nostra bandiera come carta igienica (come da sue dichiarazioni pubbliche) per capire che panni vestiva e veste. E non regge neppure la “ritirata strategica” del tradimento, anche in questo il nostro soggetto ed il suo partito hanno precedenti ben noti. Insomma un’altra arrampicata sugli specchi per non ammettere di aver fatto una scelta sbagliata, se tale fu! Veramente un paese strano il nostro