LE “SALVINATE” SI RIFLETTONO SUL WEB

DI MARINA POMANTE

Le “salvinate” si riflettono sul web.  Il popolo della rete reagisce negativamente a una crisi abbastanza incomprensibile.

L’effetto della comunicazione dei social network, genera consensi e dissensi come fu per la tv ai tempi delle campagne elettorali dell’America degli anni ’50 e ’60. Crescono i consensi per uno e scendono per altri, fino a veicolare le scelte politiche non solo dell’elettorato ma anche e soprattutto degli stessi politici.

Ed è più o meno questo, quanto dev’essere successo in questa crisi di governo, dove a fare la parte del leone, non sono stati evidentemente solo i programmi politici ed i dibattiti, ma anche, e piuttosto largamente, gli esiti dei sondaggi e dei favori del popolo del web.

Adesso la crisi di governo non vive le sue vicissitudini solo a “Palazzo”, ma gli scontri più aspri si registrano proprio in rete.
Quello che ha saputo cavalcare meglio i social (almeno fino a ieri) è stato Proprio il fautore della crisi, Matteo Salvini, e l’ha fatto grazie alla sua “Bestia” ossia la macchina della propaganda guidata da Luca Morisi.
Solo che l’effetto che ha prodotto la scelta del “capitano”, non è esattamente ciò che egli auspicava perché risulterebbe un’evidente flessione dei consensi dei frequentatori del web, ha reso noto Pier Luca Santoro, il consulente marketing e comunicazione di DataMediaHub (un think tank di digitale ed editoria), che monitorando i leader partitici presenti sui social avrebbe riscontrato che in confronto a prima della crisi di governo, ora per Salvini c’è stata una falla che ha fatto defluire molti portatori di consensi…
Sarebbero oltre 10 mila i “follower” persi nella settimana dal 5 all’11 agosto.

Un segnale chiaro, che gli italiani non hanno gradito questa scelta estemporanea che lascia aperti troppi interrogativi e tantissime cose da fare, che forse andranno perse.

Da diversi osservatori viene anche evidenziata la paura che misure come il reddito di cittadinanza, quota 100, pensione di cittadinanza e altri ammortizzatori sociali, vengano rimossi per far spazio a provvedimenti che necessitano di grandi risorse, come la questione dell’Iva o delle grandi opere, che il leader del Carroccio ultimamente sbandiera a destra e a manca. Non ultima l’annosa ipotesi di avviare la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, che Salvini ha ritirato fuori dalla manica un paio di giorni fa.

Altri ancora sostengono che una politica confusa sul piano internazionale abbia allontanato una parte dell’elettorato, e in special modo le questioni di sottosegretari coinvolti in giri “strani”, scandali e scandaletti di matrice russa, indisponibilità del ministro a riferire in Aula e tante altre sfumature pseudo-politiche che starebbero mettendo in discussione le qualità di Salvini. In troppi non vogliono dimenticare la truffa (come definita dalla magistratura) dei 49 milioni di euro relativi ai rimborsi elettorali. Senza contare che da moltissimi è stato mal sopportato l’attacco a Conte.

Giuseppe Conte infatti avrebbe incrementato il suo seguito sui social di oltre 20 mila fans, (dati di Facebook).
Il capo politico del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, che era da sempre meno seguito del suo collega viceministro, nell’ultima settimana ha registrato un aumento di più di 8 mila unità nella rosa dei suoi seguaci sul web.

Da questi elementi si evince una maggiore vicinanza al Movimento che, secondo quanto riportano in molti, avrebbe subito il tradimento politico. Questo ricompattamento in area pentastelata e lo scollamento in casa leghista, se dovessero protrarsi su questa linea, porterebbero ad un riequilibrio dei consensi, se non di pari misura, almeno molto prossimo, a quello delle elezioni politiche che hanno visto trionfare il M5s. Come a dire che la “salvinata” appena compiuta ha sortito un effetto boomerang.

Ma l’analisi di DataMediaHub mostrerebbe un altro aspetto di fondamentale importanza, cioè quello che riguarda il coinvolgimento nei social degli utenti: i like scendono a valanga, come il numero delle condivisioni, ma è soprattutto il tenore dei commenti che adesso risuterebbe essere più negativo che positivo.
L’analisi spiega che gli interventi del popolo del web sui profili di Salvini, per quasi il 47% sono di sorpresa, ira, disgusto e tristezza. L’esatto contrario di quando l’alleanza con Di Maio era in essere ed il governo stava lavorando.

Segno positivo, invece, per Renzi: +24,2 le citazioni e +18,3% l’engagement.
Pier Luca Santoro ha infatti voluto parlare anche dell’ex leader Pd, Matteo Renzi, spiegando che “era scomparso dal monitoraggio social degli analisti, ma in questi ultimi giorni è tornato alla ribalta”.
Un’osservazione delle inserzioni a pagamento su Facebook ha evidenziato come Matteo Renzi sia primo in classifica con una spesa di quasi 15 mila euro.
Ma anche i fans renziani sono aumentati e fanno registrare un incremento di quasi 2 mila unità. Non tantissimi, ma fino a pochi giorni fa, il partito di Renzi (anzi di Zingaretti) pareva davvero marginale sullo scenario politico.

Quello che ha fatto la differenza dev’essere stata la proposta di Renzi di un’alleanza con i Pentastellati, da lui sempre vista come fumo negli occhi. Questo ripensamento ha destato non poche sorprese, e a giudicare dall’ascesa, seppure contenuta, la sorpresa avrebbe riscosso un certo gradimento.

In conclusione dal rapporto di DataMediaHub, l’ultima settimana ha visto Salvini in flessione dello 0,3% sulle menzioni in Facebook e del 3,8% (sempre in negativo) su Twitter.
Il quadro peggiora se si considera l’engagement (la somma di like, commenti e condivisioni): per Facebook scende del 12,7% e su Twitter del 17,1%, per un totale social del -13,6%.
L’elemento che spicca su tutti è il gradimento crescente che starebbe registrando Di Maio, ma soprattutto quello del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, che un coro unanime (tra i consensi) definisce come forse il miglior presidente del Consiglio mai avuto prima.

Naturalmente la tendenza di massa dei social vive di alterazioni e contaminazioni ma anche di influenze del periodo, anche se in moltissimi casi suggella, altera, persino stravolge, il pensiero dei frequentatori. La rete non può definirsi lo specchietto di tornasole del sentimento elettorale degli italiani, ma in larghissima maggioranza, riflette a pieno titolo le “tendenze reali in tempo reale”.
Dovremmo obbligarci a tenerne conto quando ci avventureremo nella formulazione delle ipotesi di gradimento.

Le “salvinate” si riflettono sul web e il popolo della rete reagisce negativamente a una crisi abbastanza incomprensibile (di M. Pomante)