NESSUN NUOVO FANGO SU CAROLA, SULLA CAPITANA CHE HA SALVATO QUELLE VITE UMANE

DI LUCA SOLDI

 

Circola l’ennesima fandonia costruita per creare imbarazzo, montare odio, alimentare quelle confusioni che servono per distrarre dai veri temi del Paese
Il fake riguarda Carola la capitana della SeaWatch indagata per favoreggiamento e violazione dell’articolo 1099 del Codice della navigazione dalla procura di Agrigento.
La nave umanitaria SeaWatch 3 era entrata in acque italiane dopo aver forzato il blocco imposto dal governo ed aveva attraccato a Lampedusa con a bordo 42 migranti soccorsi in acque libiche.
Risulta dalle fake diffuse ad arte da importanti organi di stampa che prima della decisione di attraccare sull’isola ci sarebbero state comunicazioni dirette tra la ong e il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero degli Interni tedeschi.
Non solo le autorità tedesche avrebbero ripetuto contatti con la nave umanitaria, cosa peraltro possibile e legittima, ma addirittura che ci sarebbero stati precisi ordini a disubbidire alle leggi del governo italiano.
Uno di questi sarebbe partito direttamente dal governo tedesco di Angela Merkel.
Il primo a far partire la bufala sarebbe stato un sito giornalistico tedesco.
Poi sarebbero arrivati dei passaggi dell’intervista che Carola Rackete aveva rilasciato alla tv tedesca Zdf che sarebbero stati tradotti in modo strumentalmente falso.
Il resto lo avrebbero anche le interpretazioni travisate dagli organi d’informazione italiani legati al sovranismo.
Così le dichiarazioni della capitana della Sea Watch sarebbero diventate “Fu la Germania a ordinarmi di sbarcare a Lampedusa” e “Il governo tedesco mi ordinò di portare i migranti in Italia”.
Le condivisioni ed i commenti sui social di articoli che miravano a alimentare odio verso la capitana della nave umanitaria hanno poi fatto il resto
Non da meno i commenti di certa politica che quelli della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Contro tutto ciò i tentativi di smentire commenti ed articoli che tolta la prima polvere si sarebbero dimostrati palesemente falsi sono caduti presto nel vuoto e la notizia ingigantita a dovere ha invaso la rete.
Verso Carola si è scatenata una nuova ondata di odio alla quale la capitana ha dovuto rispondere dicendo che le autorità tedesche non hanno mai parlato direttamente con la nave e quindi con lei e che “di fatto non è stata proposta alcuna soluzione”.
Carole ha poi raccontato di quanto sia frequente in queste situazioni, ricevere attestati di simpatia con dichiarazioni di città (nello specifico era stata Rottenburg), pronte ad accogliere i migranti. Ma, allo stesso tempo, ha tenuto a precisare che “ciò non era consentito dal Ministro degli Interni federale”.
Dunque nessuna macchinazione, nessun complotto, l’azione di SeaWatch3 rimane una azione umanitaria e nessun nuovo fango rimane da addossare a Carola