SALVINI SEMBRA COTTO A PUNTINO, TRAVOLTO DA SE STESSO

DI SERGIO DI CORI

Il Salvini sembra cotto a puntino, travolto da se stesso.

“Se passa l’inciucio, gli italiani devono sapere che arriveranno 500.000 disperati, profughi e terroristi, prima della fine dell’estate”.
Rincorso per strada da una giornalista che insisteva per avere una sua dichiarazione, il Salvini ha risposto:
“Non ho tempo da perdere per i giochini di Palazzo. Sto andando di corsa al Viminale a lavorare. Devo fermare 500 barconi in arrivo”.

E’ un’occasione da non perdere per un fronte progressista che si rispetti.
Avere un antagonista di questo genere in campagna elettorale è davvero un’occasione ghiotta che induce all’ottimismo, è davvero fantastico, ed è un’occasione più unica che rara.
Ormai straparla pensando di sfangarla diffondendo una nube di paura e spaventando le brave persone.
Una persona così sgangherata, culturalmente minima, la si combatte e la si batte opponendole un programma realistico riformista, gridando a voce alta la verità delle proprie convinzioni.
Non si combatte un mentitore cinico di professione con altre menzogne ciniche.
Il Salvini non va fermato dai magistrati, dai trucchi tecnici o da un populismo deteriore.
Va battuto e asfaltato alle urne.
E’ possibile, purchè non ci si faccia spaventare.
E bisogna fidarsi dell’intelligenza collettiva del pueblo.
Andiamo a votare non per paura, con la scusa infantile di dover fermare l’Orco.
Andiamo a votare per far vincere il senso della grande civiltà europea, della imbattibile tradizione della Cultura, dell’Impresa e della Scienza italiane, di un’idea di mondo che sia comprensibile, realistica, con un programma efficace ed efficiente. In grado di affrontare i veri temi attuali che riguardano tutti: diseguaglianze sociali, ambiente, lavoro, istruzione, sanità, innovazione.
Perchè questo è ciò di cui il paese ha davvero bisogno.

Non di stupidi meme sui social: questi sì che fanno paura.

“Se passa l’inciucio, gli italiani devono sapere che arriveranno 500.000 disperati, profughi e terroristi, prima della fine dell’estate”.
Rincorso per strada da una giornalista che insisteva per avere una sua dichiarazione, il Salvini ha risposto:
“Non ho tempo da perdere per i giochini di Palazzo. Sto andando di corsa al Viminale a lavorare. Devo fermare 500 barconi in arrivo”.

E’ un’occasione da non perdere per un fronte progressista che si rispetti.
Avere un antagonista di questo genere in campagna elettorale è davvero un’occasione ghiotta che induce all’ottimismo, è davvero fantastico, ed è un’occasione più unica che rara.
Ormai straparla pensando di sfangarla diffondendo una nube di paura e spaventando le brave persone.
Una persona così sgangherata, culturalmente minima, la si combatte e la si batte opponendole un programma realistico riformista, gridando a voce alta la verità delle proprie convinzioni.
Non si combatte un mentitore cinico di professione con altre menzogne ciniche.
Il Salvini non va fermato dai magistrati, dai trucchi tecnici o da un populismo deteriore.
Va battuto e asfaltato alle urne.
E’ possibile, purchè non ci si faccia spaventare.
E bisogna fidarsi dell’intelligenza collettiva del pueblo.
Andiamo a votare non per paura, con la scusa infantile di dover fermare l’Orco.
Andiamo a votare per far vincere il senso della grande civiltà europea, della imbattibile tradizione della Cultura, dell’Impresa e della Scienza italiane, di un’idea di mondo che sia comprensibile, realistica, con un programma efficace ed efficiente. In grado di affrontare i veri temi attuali che riguardano tutti: diseguaglianze sociali, ambiente, lavoro, istruzione, sanità, innovazione.
Perchè questo è ciò di cui il paese ha davvero bisogno.

Non di stupidi meme sui social: questi sì che fanno paura.