UN MANIPOLO DI AVVENTURIERI ALL’ASSALTO DELL’ITALIA

DI SILVESTRO MONTANARO

La crisi politica in corso mette di giorno in giorno sempre più in risalto la profonda malattia della democrazia italiana e la definitiva scomparsa della verità.

Un capitano di ventura chiede, in stile mussoliniano, i pieni poteri. Si presenta in mutandoni agli italiani, come il salvatore della patria, l’uomo della provvidenza che solo se avrà tutto il potere, tutti i poteri, potrà  allontanarci dal baratro.
Salvini, il politico più vecchio della politica italiana, parte fondamentale di una politica cialtrona che mai ha lavorato, disertore rispetto ai vari mandati elettorali ricevuti, mai adempiuti visto il suo totale assenteismo accompagnato dalla invece puntuale  riscossione a fine mese dei lauti compensi dovuti ai rappresentanti del popolo, si racconta come il nuovo di cui avrebbe bisogno l’Italia.

Ha convinto un buon numero di italiani a seguirlo grazie a una campagna annosa fondata sull’allarme sociale quotidiano. Ha costruito un nemico, l’altro, sia esso straniero, nero, omosessuale, povero, cui addebitare tutti i mali italiani. Mafie, corruzione, debito pubblico, disoccupazione, non hanno radici nei mille misfatti delle elites politiche che hanno governato questo paese, e che comprendono anche lui, ma ricadono sulle spalle già ricurve degli ultimi della Terra. da disprezzare fino al punto di ululare di gioia quando il mare li inghiotte famelico.

A Salvini poco importa dei problemi italiani. L’Italia è per lui parola vuota e con la sua bandiera ci si sarebbe pulito, a suo dire, il deretano. Oggi si fa campione del suolo patrio solo per poterne decretare, dall’interno della camera dei bottoni, la fine.

Da vero masnadiero sceglie i mesi estivi per aprire la crisi di governo. Quelli di una democrazia meno presidiata in tempo di vacanze. Con la crisi vuole evitare di fare i conti con la verità di una manovra economica che sarà lacrime e sangue per la propria incapacità di raddrizzare il timone di un’economia in crisi. Se la veda il governo che gestirà le elezioni. Ogni scelta di questo governo che ci accompagnerebbe al voto verrà contestata in una campagna elettorale affollata, come fa ogni demagogo, di promesse mirabolanti. Con il voto pensa di far bottino pieno e nello stesso tempo di evitare inchieste su di se e i suoi, di impedire una riforma della giustizia che penalizzi i corrotti, di evitare il taglio dei seggi parlamentari, di salvare alcuni potentati i cui contratti con la cosa pubblica sono in discussione.

Gli fa eco un altro capitano di ventura, Matteo Renzi. E’ uno dei principali artefici della deriva che viviamo e non vuole scomparire. Il voto anticipato non gli darebbe il tempo di metter su un partito tutto suo e lo priverebbe del suo attuale vantaggio nel Partito democratico legato al controllo di deputati e senatori da lui scelti e fatti eleggere. per queste ragioni il voto anticipato per lui è una iattura e sarebbe pronto persino ad un accordo con gli odiatissimi 5 Stelle.

Questo accordo andrebbe bene a Grillo e ai suoi che di avventure sono esperti. Permetterebbe di riorganizzare le fila, scegliere e far crescere un nuovo gruppo dirigente che sostituisca Di Maio e sperare di salvare una fetta di elettorato che nell’immediato andrebbe persa.

Insomma, tutti pensano solo ai loro interessi di bottega.

Nel mezzo c’è l’Italia, tutti noi, con un’economia in recessione, un debito galoppante, disoccupazione stellare, istituzioni per anni calpestate e in crisi. E il rischio di finire ai margini del mondo e sprofondare nel delirio di un’avventura autoritaria.

Cosa augurarsi?

Il tentativo autoritario di Salvini va fermato. Ma guai a farlo non raccontando la verità al paese. Guardando in faccia i veri malanni e problemi che l’affliggono. Ammettendo le proprie responsabilità, denunciando le proprie bugie e quelle dell’aspirante tiranno.

Purtroppo non lo faranno.

A tutti noi, allora, il compito di essere protagonisti di una grande battaglia di rifondazione della nostra democrazia, di un nuovo patto sociale e politico che sgomberi una volta per tutte il campo da demagoghi e avventurieri e restituisca dignità al nostro paese.

Un manipolo di avventurieri all’assalto dell’Italia