SALVINI E’ IN CONFUSIONE. NON GLI RESTA CHE DIMETTERSI

DI LUCIO GIORDANO

Siamo onesti. Quella di Salvini ieri in Senato, più che la mossa del cavallo, è sembrata ai più la mossa di un ronzino. Ad essere generosi, quella di un pony che deve farne di strada, per crescere. Come un giocatore di poker , credeva di sparigliare le carte, con la proposta dell’ultimo minuto  di tagliare il numero dei parlamentari e poi andare subito al voto. Ricordava tanto il sì alla fiducia a sorpresa  di Berlusconi durante il governo Letta, con la differenza che il leader di Forza Italia, in quell’occasione, strappò una risata a tutti, compreso il Presidente del consiglio dell’epoca. Salvini no. Con il bluff sul taglio ai parlamentari ha fatto inviperire ex maggioranza e opposizioni. Perchè era chiara la presa in giro del suo rilancio disperato.

Che Salvini sia finito in un cul de sac è ormai evidente a tutti. La proposta fatta ai 5 stelle nessuno, in realtà, l’ha presa veramente sul serio. Anche perchè l’argomentazione devolution, il precedente della legge Calderoli del 2006, non sta affatto in piedi.  I leghisti se ne facciano una ragione. Li’ erano interessate le regioni ed erano passati  tre mesi affinchè venisse richiesto il referendum, che nessun parlamentare chiese. Qui invece stiamo parlando della costituzione più bella del mondo, che non puoi stravolgere solo per lanciare il tuo  guanto di sfida. E ha ragione una volta tanto Di Maio, quando dice che le incongruenze di Salvini sono evidenti. Se tagli i parlamentari, legge peraltro scriteriata, non puoi andare al voto subito dopo.

Sempre che realmente Salvini voglia le urne . E, a questo punto,  i dubbi sulle reali intenzioni dell’attuale ministro dell’interno, sono del tutto leciti. Tra una cosa e l’altra, infatti,  passerebbe quasi  un anno prima di dare di nuovo la parola agli elettori. E nel frattempo che si fa? Continua il governo lega-5 stelle? E’ come se, per citare ancora Di Maio, vuoi portare  una persona nell’incantevole scenario di Posillipo. Ma se non gli vuoi più bene, che ce lo porti a fare? E poi, come fai a rimangiarti la parola data agli elettori leghisti? Vuoi far cadere il governo e poi decidi di non farlo più cadere. Credibilità politica, zero, non trovate?

Comunque sia, è stato uno sfregio alle istituzioni senza eguali, quello di ieri, da parte di Caporal Nutella, come lo chiamano sempre più persone. Del resto l’atteggiamento del segretario della Lega  in senato era esattamente  quello di uno consapevole di essere finito in un vicolo cieco. Diciamolo chiaramente: Salvini è entrato in confusione totale, negli ultimi giorni, tra le indagini sui presunti fondi alla Lega , quelle  sul caso Siri, e le contestazioni costanti del sud Italia, ad ogni tappa del suo tour balneare. Fateci caso.  Le sue battute, ad esempio quella  sui parlamentari abbronzati costretti a tornare di corsa in senato, abbandonando precipitosamente le tanto agognate ferie , erano accompagnate da risate isteriche che non riuscivano a celare la preoccupazione per il passo falso compiuto giorni fa, quello  appunto di far cadere un governo, obiettivamente disastroso, che però  aveva ancora il consenso del 50 per cento degli italiani.

Ma l’aula sorda e grigia del Senato  ha detto no al tentativo del segretario della lega nord per l’indipendenza della Padania  di forzare i tempi per il voto anticipato. Il 20 agosto ci saranno dunque le comunicazioni in senato di Conte sulla crisi di governo. Ieri  una nuova maggioranza si è teoricamente formata. Ed è più che  legittima:  somma i seggi di 5 stelle, Pd, Leu e del gruppo delle autonomie, espressione del voto popolare non di  un un secolo fa, ma di soli sedici mesi fa. Sarebbe una nuova, ampia  maggioranza, che cambiarebbe gli schemi politici di questa legislatura. Legislatura che potrebbe tranquillamente arrivare a conclusione naturale.

Salvini e i suoi, questo  lo hanno capito benissimo, con il voto sulla calendarizzazione della crisi, avvenuto in tarda sera. Devono solo farsene una ragione. Nessun inciucio, nessun ribaltone. In fondo , se andiamo a vedere bene, lui si era presentato in coalizione con la destra radicale di Meloni e Berlusconi ed è finito a governare con i 5 stelle. Tanta preoccupazione, in quel caso  ma , come giusto, nessuna indignazione, nessuno che abbia gridato all’inciucio. Legittimo un governo, legittimo l’eventuale altro. Stop.

A questo punto, l’unica cosa saggia che Salvini può fare,  è quella di non tentennare più,  di far cadere il governo, dimettersi immediatamente  e far dimettere i suoi. Dopo dovrà  attendere  solo le decisioni di Mattarella e di una nuova maggioranza che, se non si lascia irretire da stupidi interessi di bottega, è destinata a durare fino al 2023. Dunque solo le liti illogiche e irresponsabili tra segretari di partito, potrebbe rimetterlo in gioco per tornare subito alle urne. Del resto, questa  è la democrazia, bellezza.  E se a Salvini piacciono invece altri giochi, vada a governare altrove. Magari in Turchia, in Ungheria o nella Russia di Putin.