CRISI DI GOVERNO. LA FRITTATA ORMAI E’ FATTA, REPLICA DI MAIO ALLA LEGA ‘PENTITA’

DI CHIARA FARIGU

La guerra dei Roses de’ noantri della politica è appena agli inizi. Ne vedremo delle belle.
Siamo passati dai tweet alle dirette Facebook, dai botta e risposta via interviste alle lettere scritte.

La gara è a chi la spara più grossa. Imbattibile in questo gioco al massacro, il ranocchio (quasi) lesso. Che a detta di più di qualcuno sembrerebbe pentito delle ultime gesta e del ‘ritorno a casa’, ma manco morto sarebbe disposto ad ammetterlo.

La frittata ormai è fatta, gli manda a dire colui che non vuol essere più chiamato ‘l’amico Luigi‘. Si usi pure il cognome, quante volte del resto hanno mangiato dallo stesso piatto? L’amicizia è altro. È una cosa sera. Come onorare un contratto. Saranno gli italiani a stabilire chi è venuto meno agli impegni presi e ha mandato tutto gambe all’aria.

Nessun break neanche a ferragosto. Oggi a battibeccare non la coppia scoppiata ma l’ancora (nonostante tutto) ministro tuttofare e il ‘suo’ presidente del Consiglio. Che lo richiama al rispetto delle istituzioni nella gestione dei migranti, stigmatizzando ‘il chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesimo’, dovuto all’ansia di comunicare dichiarazioni non sempre rispondenti al vero.

Qui si allude al fatto che Conte avesse chiesto a Salvini di far sbarcare i minori e i malati dalla Ong bloccata a Lampedusa. Richiesta che il ministro ha spacciato come ‘far sbarcare tutti‘ indistintamente. I porti chiusi non sono la soluzione, gli ricorda.

Conte ha fatto uno sfogo umorale, io devo rispondere con le leggi, la replica.
Domani è un altro giorno. Altre stoccate sono in arrivo.
Io (e noi tutti) speriamo che me la cavo