LEGA, TROPPO SCEMI PER GOVERNARE

DI ROBERTO SCHENA

La Lega punta sempre al massacro dei suoi alleati
TROPPO SCEMI PER GOVERNARE
Quando presunzione e ignoranza la fanno da padroni

A quanto pare la Lega sta cercando di ricucire lo strappo e tirare avanti di nuovo con i grillini e Conte. Ha sbagliato a staccare la spina. Un’impresa davvero difficile tornare indietro, forse il solo Di Maio può apprezzarla, forse Conte. E’ ormai talmente evidente l’errore di Salvini nello staccare la spina al Governo, che ormai non lo negano più nemmeno gli stessi leghisti, sebbene volessero alacremente questo passo da maggio.

Giorgetti poi è un enigma. Oggi leggo sul Corriere che aveva consigliato per mesi a Salvini di staccare, ma nei giorni scorsi gli avrebbe detto di non farlo, non era il momento. Non ci fa una bella figura, con quest’ultima affermazione, si prenda le sue responsabilità per avere concausato a Salvini e alla Lega questa Caporetto. Il segretario alle elezioni non ci andava perché paventava un accordo segreto grillini-Pd che sarebbe scattato a crisi di governo esplosa. Lo affermà più volte esplicitamente.

Aveva ragione. Ma era rimasto assolutamente solo, la Lega intera “non ne poteva più”, dei grillini, non vedeva l’ora di incassare il 35% dei consensi elettorali, guadagnare una caterva di seggi, posti e posticini, fare da sola. Aborriva perfino l’idea di tagliare i 348 parlamentari: perché mai, dal momento che andavano ai loro accoliti? Stupida avidità, nient’altro che presunzione, arroganza e cecità. Inadeguati.

Salvini era più analitico, era l’unico rimasto con la testa sulle spalle. Avvertiva che il rischio era troppo alto. Nel frattempo, dal Pd continuavano a provenire gli attacchi più duri e impensabili contro i grillini, i media, poi, più livorosi di sempre, ogni giorno titoli concepiti apposta per far litigare le due ingenue basi di militanti, per illudere la Lega di poter fare da sola. A un certo punto si ebbe la chiara percezione che media e Pd (Berlusconi seguiva da lontano, senza farsi vedere) odiassero a tal punto i grillini da auspicarlo, addirittura, un monocolore leghista.

Elezioni! Elezioni! Da Renzi a Zingaretti, dalla Boschi a Calenda era tutto un coro, senza mai porsi il problema (apparentemente) del trionfo salviniano. Di un’Italia che sarebbe stata più vicina a Orban che a Parigi e Berlino. Dalla sinistra nascevano tutte le perplessità su una tattica simile, una non tattica peraltro palesemente evidente, più volte sottolineata con sconcerto da alcuni commentatori e da un quotidiano come il Manifesto.
Travaglio, invece, dal Fatto quotidiano sembrava stranamente sereno. Agiva per la sua parte influenzando anche lui i lettori grillini con continui attacchi a Salvini.

La Lega, in blocco, c’è cascata in pieno. A nessuno dei leghisti veniva in mente che aveva ottenuto dal governo grillino 10 volte le cose che con Berlusconi non aveva ottenuto in 10 anni di partecipazione al governo. Lo stesso Giorgetti, DA SEMPRE contrario all’Euro, non ebbe mai spazio. Oggi ha una enorme visibilità personale, senza mai avere ritrattato una virgola del suo annoso antieuropeismo. Adesso non è più nesssuno.

La Lega non è mai riuscita a capire – salvo la tratta iniziale – che per il suo ambiziosissimo disegno gli occorreva tenere stretto il raporto con Di Maio e il movimento 5 stelle, ancora al 17%, che è sempre meglio del 7 della Meloni. Salvini era disposto a sacrificare la Tav in Piemonte. La Lega no, ma non perché gliene fregasse qualcosa di Lione, solo per apparire “più moderna” dei grillini e cavalcare i media, tutti legati a Confindustria e alle aziende interessate all’opera (nemmeno poi così tante).

Si sono perse di vista le motivazioni più importanti, quelle davvero strategiche: stop all’embargo russo, avvicinamento ai colossi Russia, Usa e Cina, rottura dell’asse Parigi-Berlino, rivolgimento delle regole Ue, bilancio al 3% e oltre di deficit, progressivo allontanamento dall’Euro, stop all’immigrazione, ordine pubblico da ristabilire. I consensi elettorali sono arrivati, ma tutti per la Lega che tra i due partiti è il più deciso su questa strada. Per cui ecco che tutti nella Lega, presi dall’euforia, hanno operato per staccare la spina e dare il colpo mortale ai grillini.

Oggi, da autentico allocco, Salvini sta verificando che l’accordo segreto per bloccare la Lega c’era per davvero e che non avrebbe mai dovuto massacrare così il suo MAGGIORE ALLEATO STORICO.
Un avvertimento alla Meloni. Notato che la Lega punta sempre a massacrare i suoi alleati, a mangiarseli vivi? Così con B. con Di Maio, domani? Okkio al kranio, Melò.