OPEN ARMS, BRACCIA APERTE ALL’UMANITA’ E ALLA VITA

DI VINCENZO PALIOTTI

“Open arms”, che vuole dire “braccia aperte”, è un nome che è tutto un programma e che si oppone e lotta con “porti chiusi”, che vuole dire umanità negata, disprezzo della vita altrui. Basterebbero solo queste due frasi per capire dove stà la verità, il giusto.
Quanto ancora ci vorrà per capire che voltare la faccia dall’altra parte per non vedere non potrà tacitare le nostre coscienze e che un giorno dovremo rendere conto di tutto questo al mondo civile. Allora non potremo dire che non sapevamo, che non potevamo fare nulla anche sapendolo, non è vero oggi come non lo era quasi 80 anni fa quando si lasciava morire la gente, nei campi di sterminio, di fame, di sporcizia, di angherie e torture annullando il valore della vita.

Ho sempre in mente quando gli alleati liberando i campi di sterminio obbligavano i cittadini dove erano situati i campi e che vivevano a pochi metri da quello scempio, a visitare quei luoghi uscendone scioccati, in lacrime, il sindaco di uno di quei posti si impiccò insieme alla moglie per la vergogna.

Bene dovremmo fare lo stesso obbligando chi crede che quei disgraziati, una volta scampati alla morte in mare, vivano nel comfort a visitare i centri di accoglienza per toccare con mano la verità, o portarli sul mare a vedere quanto è tragico morire in mare senza che nessuno li aiuti. Ma anche a chi parla di “palestrati”, a chi esulta alla notizia di chi non ce l’ha fatta, a chi dice ipocritamente: “prima gli italiani” o “aiutiamoli a casa loro”.