UN NUOVO SISTEMA DI IDEE

DI GIULIETTO CHIESA

(Risposta a Victor El Blanco)
Deprediamo intere nazioni per estrarre materie prime che vengono poi lavorate a basso costo da bambini asiatici. Trasportiamo queste meravigliose creazioni artistiche made in Taiwan in giro per il mondo con navi da carico che inquinano ognuna come 50 milioni di auto. Misuriamo tutto questo con il PIL e lo chiamiamo ricchezza. Fin quando fare ricchezza significhera’ depredare, usurpare ed inquinare ci saranno sempre sbarchi, i rifiuti prolifereranno e saremo sempre piu’ divisi da quell’egoismo che e’ implicito di questo sistema. Un sistema che sta smontando pezzo per pezzo, la famiglia, la scuola, le istituzioni, la societa’ stessa. Sempre piu’ divisi, convinti di aver ragione solo noi e sempre piu’ fessi quindi. Oggi piu’ che mai serve un’ alternativa. Serve indipendentemente dall’autoritarismo, dal populismo, dall’alleanza che si firmera’ per tenere Salvini lontano dai palazzi e dalla geopolitica. Ma quale alternative possiamo costruire senza un’ideologia? Abbiamo dei pensatori che creino un nuovo sistema di idee? Ma prima ancora: esiste una classe sociale oggi alla quale esse possano far riferimento? Dimenticavo, buon ferragosto.

Altrettanto buon Ferragosto. Dirò che sono interamente d’accordo sulla “visione” che esponi.
È anche sull’ideologia da creare. Solo che non può essere come quella del xx secolo, perché tutti i parametri di riferimento sono stati modificati dalla mutazione delle forze produttive, avvenuta sotto l’impulso di una tecnologia che ha preso il sopravvento su ogni altro vettore di cambiamento, e che ha accelerato i processi facendoli tendenzialmente diventare dis-umani.
Ci vuole un nuovo “sistema di idee”, esattamente, che ci consenta di dipingere il ritratto sociopolitico del momento e quello ipotizzabile per il futuro.
Questo ancora non c’è. I pensatori ci sono, ma dovranno imparare a mettere insieme una teoria della complessità. Neanche questa ancora c’è , e non sarà il frutto del pensiero occidentale soltanto.
Anche la classe sociale di riferimento non c’è. Penso che, per le ragioni suddette, non possa essere copiata dalle forme della lotta del XX secolo. Le classi sociali di allora non ci sono più. Ci sono altre classi, la cui logica dev’essere ancora studiata perché le si possa far muovere nel senso della rottura dell’attuale sistema. Un compito immane che non può essere affidato all’intelligencija dell’Occidente, ormai troppo ottusa e corrotta per poter produrre qualcosa di utilizzabile.