A KANDAPARA, BANGLADESH, L’ORRENDA FABBRICA DELLA PROSTITUZIONE

DI CLAUDIA SABA

Molte donne sono nate proprio lì dentro.
Nel bordello di Kandapara al distretto di Tangail in Bangladesh.
È uno dei pochi paesi musulmani dove la prostituzione è permessa.
Ci lavorano più di 700 donne in questa fabbrica del sesso.
Sono 200 anni che qui si prostituiscono ragazze giovanissime, sfruttate non appena compiono 12 anni.
Per solo 10 euro a cliente, i loro
corpi, sono palpati da oltre 15 uomini al giorno.
I loro visi sono segnati, due occhi dallo sguardo assente.
Indifferenti a se’ stesse e a chiunque altro.
Fanno uso di steroidi per apparire più sane e vivono in condizioni di estrema povertà.
Demolito nel 2014, il bordello Kandapara era stato poi ricostruito con l’aiuto delle ong locali.
Prostituirsi, in Bangladesh, è un lavoro come un altro.
Accettato e ritenuto da tutti, un lavoro piacevole per chi lo fa.
Anche la Bangladesh National Women Lawyers Association, era intervenuta all’epoca sulla situazione, ma non per difendere la dignità delle donne, bensì per impedire che le lavoratrici venissero licenziate. E così l’Alta corte aveva accettato la richiesta di riaprire la casa di tolleranza.
Tra bancarelle, negozi di tè e centinaia di venditori ambulanti.
A Kandapara, le ragazze hanno di solito 12 o 14 anni.
Sono spesso vendute dalle proprie famiglie, poverissime, e diventano proprietà della madama.
Non hanno diritti.
Solo doveri.
La maggior parte, all’inizio, si prostituisce per pagare i debiti, ma nel giro di due anni, non hanno più via d’uscita.
Una volta restituito il denaro, le donne infatti, sarebbero libere di andarsene, ma preferiscono restare.
Fuori, c’è una società che le rifiuta, e trovare un altro lavoro, per loro, è praticamente impossibile.
Alcune entrano qui per fuggire al controllo del marito, altre, hanno bisogno di denaro e qui trovano uomini pronti a pagare per il sesso.
All’interno di Kandapara le donne non possono portare l’hijab.
Lo indossano fuori.
Dove l’ipocrisia regna sovrana.
E dove anche la reputazione diventa solo un paradosso.