SIMON GAUTIER. DISPERSO DA DIECI GIORNI IL TURISTA FRANCESE NEL CILENTO

DI RENATA BUONAIUTO

Alle 9.15 di venerdì 9 Agosto, Simon Gautier, 29enne francese, telefona al 118 della Basilicata. Dice di essere caduto in una scarpata, di avere entrambe le gambe rotte e di non saper fornire ulteriori indicazioni, si scusa per questo ed aggiunge “…sto morendo”.

L’operatrice al telefono gli chiede di lasciare il telefono libero, che cercheranno di localizzarlo e che allerterà immediatamente i carabinieri, ma la zona è troppo vasta ed i soccorsi tardano ad arrivare.

22 ore dopo i primi elicotteri si alzano in volo, partono le unità cinofile, i droni. Dalla Francia 19 amici del giovane arrivano a Policastro ma di Simon nessuna traccia. Il suo cellulare risulta staccato, l’appello della madre Delphine Godard, racchiude rabbia e disperazione:  “Mio figlio è caduto in un dirupo, è ancora vivo, ma è necessario mettere in campo più uomini e più mezzi”.

Simon studia storia dell’arte presso l’università di Roma dove vive ed aveva pianificato questo viaggio settimane prima, un’escursione a piedi nel golfo di Policastro per arrivare poi fino a Napoli. Nel suo bagaglio, i generi di conforto, gli abiti, un kit di pronto soccorso. Doveva essere una breve parentesi di riposo dai suoi studi, in passato aveva già effettuato escursioni in solitaria ed aveva certamente pianificato con attenzione anche questo viaggio, ma qualcosa non è andato per il verso giusto.

Una sua amica Katy Sarmiento, ha lanciato tramite social un appello : “Il nostro amico francese Simon Gautier e’ ferito e scomparso dal 9 agosto, sulle colline del golfo Policastro, ci sono poche persone a cercarlo, nei telegiornale non dicono niente, per favore condividete la informazione, dobbiamo trovarlo, si e’ fratturato tutte e due le gambe. Per favore, aiutateci a condividere, abbiamo bisogno di volontari per continuare la ricerca e che la notizia sia pubblicata nei telegiornali”.

Previsto per oggi un incontro in Prefettura, Forze di polizia, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e Speleologico oltre alle squadre di volontari stanno ininterrottamente perlustrando la zona, che si presenta particolarmente impervia e pericolosa.

Le ricerche non si fermeranno e sebbene il tempo scorra inesorabile, ci piace sperare che Simon abbia fiducia e fede, forza e determinazione per continuare a lottare aspettando l’arrivo dei soccorritori.