CIO’ CHE STA ACCADENDO IN ITALIA E’ UNA NUOVA RAPPRESENTAZIONE DEL FASCISMO. VOGLIAMO SVEGLIARCI?

DI ANGELO D’ORSI

Invito tutti e tutte a leggere e rileggere questa drammatica intervista (ne è apparsa una anche su “la Repubblica”, a cura di Alessandra Ziniti). Invito a farne tesoro.
E a non limitarsi a coprire di contumelie l’orrido Salvini, spero tra poco ex ministro, ma ad associare nella condanna i suoi volenterosi complici del M5S, che non soltanto nell’anno e mezzo di s-governo, ma nella loro propaganda elettorale, nei loro “programmi” politici, hanno usato il tema “migranti” con messaggi non troppo distanti, nella sostanza, da quelli dei legaioli, solo un po’ più vaghi e blandi.
La complicità dei Cinque Stelle è un dato acclarato; perciò la lunghissima, mediocrissima lettera pubblica ferragostana a Salvini di Giuseppe Conte (spero tra poco ex presidente del Consiglio, carica a cui è giunto in maniera davvero miracolistica), non soltanto arriva fuori tempo massimo, ma risulta un opportunistico tentativo di riposizionamento davanti alle gaffe istituzionali e agli azzardi politici dell’alleato-competitor della Lega, vero capo di questa banda di insulsi e pericolosi personaggi che sono alla “guida” della nave Italia.
E a proposito di navi, vorrei ricordare che mentre noi ci balocchiamo, un numero cospicuo di poveri cristi – mi risulta 107 – sono ancora in mare, davanti a Lampedusa. La Spagna ha offerto il porto di Algeciras, in Andalusia. Matteo Salvini si eccita su Facebook e canta vittoria: “Chi la dura la vince”, ha il fegato di scrivere. Che schifo di uomo. Che penosa figura, che – concordo con Roberto Saviano – merita soltanto la galera, altro che una scrivania ministeriale (posto che peraltro non occupa mai, essendo in giro a fare permanente campagna elettorale). La “Open Arms”, attraverso il presidente della ONG, Riccardo Gatti, ha dovuto respingere l’offerta: ”Da Lampedusa ad Algeciras ci sono sette giorni di navigazione, è realmente inverosimile poter viaggiare con 107 persone a bordo in queste condizioni. Le condizioni psicofisiche delle persone a bordo sono critiche, la loro sicurezza è a rischio. Se accadrà il peggio, l’Europa e Salvini saranno responsabili”.
Siamo tutti responsabili. Chi ha votato questi miserabili e chi ha taciuto. Compreso il nostro presidente della Repubblica, che non riesce ad andare oltre stucchevoli frasi fatte, ed esercita il suo ruolo in modo passivamente notarile. Ma ricordiamo quando battè i pugni sul tavolo per fermare la candidatura di Paolo Savona al ministero degli Affari Europei? E ha accettato tranquillamente tutti gli altri e le altre, anche quando privi dei requisiti minimi? E ha sottoscritto l’infame Decreto Sicurezza con una “raccomandazione” a non essere troppo cattivi!? E non si dica che il capo dello Stato nel nostro ordinamento non ha poteri reali: li ha, basta che trasformi le facoltà che la Costituzione gli assegna in operative. In fondo è capo supremo delle Forze Armate, tanto per ricordane una. Ma occorre coraggio. E probabilmente la sua riserva di coraggio egli l’ha esaurita molto tempo fa.
Nè si possono dimenticare le pregresse scelte politiche di governi precedenti, in particolare le iniziative di Marco Minniti, e i suoi accordi con la Libia, nella finzione che i lager dove i migranti che noi respingevamo venivano rinchiusi, torturati, violentati, fossero “campi di accoglienza”.
Siamo tutti responsabili se rimaniamo in silenzio davanti alla barbarie che avanza. Siamo responsabili se voltiamo la testa dall’altra parte. Siamo responsabili se ci lasciamo irretire dai messaggi salviniani sui migranti “palestrati”, e col telefonino. Siamo responsabili se dimentichiamo il nostro passato (e ora il nostro nuovo presente) di migranti, maltrattati e vilipesi. Siamo responsabili se non riflettiamo sul nostro debito verso l’Africa e il Medio Oriente, e tanti altri Paesi del “Terzo Mondo”, sfruttati, umiliati e offesi da noi europei, da noi italiani. Siamo responsabili se non ribattiamo colpo su colpo alle parole miserabili di Matteo Salvini e dei suoi sostenitori. Siamo responsabili se non siamo pronti oltre che alla solidarietà a Mohammed e ai suoi fratelli e sorelle, morti nel viaggio verso la salvezza (rivelatasi impossibile per tutti, tranne che per lui), nel nostro intimo, a esprimerla pubblicamente in ogni forma possibile.
Ciò che sta accadendo nell’Italia, terra di antica civiltà – ossia di incroci di genti, di cosmopolitismo, di incontro di culture – è, in sintesi, una nuova rappresentazione del fascismo. Vogliamo svegliarci? O dobbiamo aspettare le squadre leghiste davanti all’uscio di casa? Ma allora forse sarà troppo tardi.