PREVISIONI: CONTE PREMIER E SALVINI ALL’OPPOSIZIONE PER TRE ANNI

DI LUCIO GIORDANO

Ha ragione Salvini quando dice  o Governo o voto. Perchè nella fase politica che stiamo vivendo, un esecutivo  di scopo che duri solo sei mesi non avrebbe davvero senso. Serve invece un governo di legislatura che resista altri tre anni per rimettere in sesto i conti dell’Italia, disastrati in poco più di un anno. E serve anche  un governo che ci liberi dall’isolamento in cui Salvini ci ha fatto precipitare con il resto D’ Europa.

O governo o voto, dunque. Queste le parole usate dal segretario della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, alla Versiliana di MArina Di Pietrasanta, dove è stato contestato per l’ennesima volta. Ma Salvini non si illuda:  il governo non è detto che sia quello che ci ha fatto tanto male in questi quattordici mesi. Anzi.  Siamo in una democrazia parlamentare e la maggioranza la si puo’ trovare con i numeri ereditati alle politiche del   quattro marzo scorso. Numeri che ci dicono che 5s e Pd sono i primi due partiti dell’arco costituzionale. Senza ribaltoni, senza inciuci o frasi volutamente dette con un disprezzo che non corrisponde alla realtà delle cose, 5s e Pd possono, anzi, devono governare insieme. Certo, devono farlo bene, smettendola con gli insulti,  venendosi incontro , capendo che le loro posizioni ideologiche sono molto meno distanti di quel che possa sembrare. Va bene tutto, anche stilare nero su bianco un accordo di governo.

Certo, il compito dei pontieri Fico e Del Rio non è facile Gli attacchi reciproci di questi anni  hanno lasciato cicatrici in entrambi gli schieramenti politici. Ma davvero: non ci sono alternative. O governo o voto. Ma votare ora con la manovra finanziaria alle porte, sarebbe pericolosissimo . Forse, chissà, Salvini magari voleva proprio questo: far saltare i conti pubblici del Nostro Paese, farci uscire dall’Europa. Altrimenti non avrebbe provocato una crisi che alla fine gli si sta ritorcendo contro.

Nessun voto. E allora rimane dunque il governo. Che non può più essere quello gialloverde. Altrimenti agli occhi degli elettori Salvini e Di MAio perderebbero per sempre la faccia e in quesl caso recuperare consensi sarebbe difficilissimo. TAnto più che, almeno a parole, i 5 stelle, come emerso nel vertice di ieri in casa Grillo, hanno ormai  alzato muri invalicabili nei confronti della Lega, . Rea di aver tradito in maniera subdola gli alleati grillini, per meri interessi elettori, dietro cui, lo scopriremo solo vivendo, potrebbero esserci al contrario motivi molto meno nobili del passare all’incasso e monetizzare il consenso decretato alla Lega dai sondaggi di questi ultimi mesi. Secondo alcuni , infatti, dietro la decisione inopportuna di Salvini di rompere il patto di governo, ci sarebbe stata per lui  la paura che a breve  potrebbero aprirsi altri filoni d’inchiesta, sui presunti fondi russi al Carroccio  o sul caso Siri- Arata. C’era magari anche la consapevolezza, che la manovra in deficit voluta da Salvini avrebbe portato l’Italia alla bancarotta. Il segretario leghista , impaurito, avrebbe quindi  frenato un secondo prima di farci schiantare contro il muro, bloccando il mezzo che lui stava guidando con sicumera ed arroganza verso strade assolutamente  impervie.

Al di là dei perchè resta una considerazione alla base dell’inevitabile, e legittimo al cento per cento governo Pd  5 stelle, con l’appogio di Leu.  Un capo politico che chiede pieni poteri , se ricordate  è capitato solo dieci giorni fa, o vuole instaurare una dittatura oppure sta cercando il quarto d’ora di celebrità in attesa che il suo pranzo sia servito :  citazione non casuale. Propendiamo per la seconda ipotesi. Ma se l’ottava potenza al mondo dovesse affidarsi ad un capo che irresponsabilmente chiede pieni poteri solo  per vedere l’effetto che fa, rischierebbe davvero grosso.

Del resto il Salvini degli ultimi giorni, contestato come detto  ad ogni tappa del suo tour balneare, in confusione totale , capace  in questi giorni di dire puntualmente tutto e il contrario di tutto è, come dicono i vertici  5 stelle, completamente inaffidabile. E questo lo inziano a capire anche gli altri vertici, quelli della Lega, che cominciano a pensare se non sia il caso di prendere le distanze dal capo, e magari  mettere in atto una scissione del partito di Via Bellerio. Ipotesi tutt’altro che peregrina. Ma su questo aspetto torneremo a tempo debito. Intanto, attendiamo con ansia le comunicazioni in senato del premier Conte di domani, venti agosto. A quel punto salvo sorprese, la crisi verrà ufficializzata.

Si possono già azzardare delle previsioni. Conte rimette  l’incarico tra le mani di Mattarella. Il Colle gli conferisce un nuovo  mandato esplorativo per vedere se c’è un’ altra legittima maggioranza. In settembre, se Pd e 5 stelle fanno i bravi e capiscono che l’ora è talmente grave per la democrazia italiana che per meri interessi di bottega  sarebbe folle  giocare a scacchi sulla pelle degli italiani, avremo un nuovo governo di legislatura per i prossimi tre anni ,pronto ad affrontare i veri problemi del Paese: corruzione, grande evasione fiscale, mafia camorra e ndrangheta che hanno fagocitato il Paese. E, ancora:  lavoro, investimenti , rilancio di scuola e sanità pubbliche, infrastrutture, messa in sicurezza del nostro territorio devastato da terremoti,speculazione edilizia e alluvioni. Nell’immediato, i due partiti davranno concentrarsi su una manovra lacrime e sangue provocata da Salvini. Che a quel punto si fregherà le mani per non dover almeno assumersi la responsabilità di  mettere le mani nelle tasche degli italiani,  e continuerà la sua campagna elettorale permanente , pronto per la rivincita elettorale tra tre anni. Ovvio, il rischio che questo avvenga, c’è.

MA non ci sono davvero alternative. Togliere le castagne dal fuoco al leader della lega è un passaggio necessario, inevitabile. Tanto gli italiani sanno bene di chi è la colpa se il Paese e  in preda dell’odio sociale,  non cresce economicamente e conta sempre meno nello scacchiere internazionale. Il capolavoro di Salvini, o chi per lui, stava dunque riuscendo perfettamente. Poi qualche mojito di troppo ha mandato letteralmente in tilt la strategia comunicativa del segretario della Lega.

Comunque,  tranquilli,: anche se si dovesse malauguratamente andare  subito al voto, Salvini potrebbe si vincere sfruttando l’onda lunga del consenso, iniziata un anno fa. Ma il suo, statene certi,  sarebbe un governicchio di estrema destra,  con una maggioranza risicata, senza dunque  i numeri che i sondaggi accreditavano alla lega fino ad un mese fa. Un governicchio capace  però di fare al Paese altri danni nei successivi due anni. LA domanda però a questo punto è: gli italiani si possono permettere di rischiare di finire nel baratro per dare retta ai proclami di Caporal trinchetto?

Ecco perchè per il bene della Nazione, il governo Pd 5 stelle serve come il pane. Ed ecco perchè una volta tanto, CAlenda, Renzi, Di BAttista, Di Maio, muti. Sì, muti devono stare. Piuttosto  si rimbocchino umilmente  le maniche per lavorare gomito a gomito e far uscire l’Italia dalla più grave crisi degli ultimi settant’anni. Per le beghe politiche, per le scissioni e la resa dei conti interna ci sarà tempo tra qualche anno. Per adesso: pancia a terra e darsi da fare. Stavolta non ce lo chiede l’Europa. Ce lo chiedono i nostri figli, che hanno diritto ad un futuro. Il meno grigio possibile.