CONTE SI È DIMESSO. HA AVUTO CORAGGIO, SALVINI NO

DI LUCIO GIORDANO

Poco dopo le 2o, nella risposta al senato della repubblica, Giuseppe Conte ha confermato le proprie dimissioni.

Scacco matto per Salvini. Sia nel primo che nel secondo intervento il premier dimissionario ha attribuito al ministro dell’ interno, in pratica ormai ex, la responsabilità di una crisi incomprensibile ai più. Ha fatto la cronistoria degli ultimi giorni , ha sottolineato il ritiro  fuori tempo massimo, da parte di Salvini, della mozione di sfiducia nei suoi confronti. Insomma, non ha avuto coraggio , il segretario della lega nord per l’indipendenza della Padania,  di andare fino in fondo alle sue azioni. Conte si. E in questi minuti è a colloquio con il Capo dello stato.

Il punto è proprio questo:  il coraggio. Che in politica è molto. Quella che è andata in scena in queste ore al senato e la dimostrazione plastica di come Salvini non ne abbia avuto nemmeno un filo. Ricordate Del Piero?  L’ex capitano della Juventus , nei momenti topici delle partite,  sembrava un pulcino bagnato, incapace di accompagnare  la squadra ad una vittoria difficile. Semplicemente, spariva dal campo. E’ quello che è capitato nell’ultima folle settimana, prima della caduta del governo, al capo della Lega. Salvini, una volta paventato  il voto anticipato, si è lanciato con una sciagurata richiesta di pieni poteri, il momento di vera rottura democratica, di allarme vero. Poi,  quando nel Paese c’è stata una pronta levata di scudi, è andato in confusione. Ha proposto tutto e il contrario di tutto, pur di fare macchina indietro. Mancava se ne uscisse solo con il  cartello, Siete su scherzi a parte. Un comportamento che lo ha messo a nudo. Al punto da essere ormai declassato da capitano a nostromo. Se agli elettori di estrema destra piace esser guidati da un nostromo va bene. Contenti loro, contenti tutti. Al posto loro, però, sceglieremmo qualcuno di più affidabile.

Adesso: magari non abbiamo capito la grandezza politica di Salvini. E siamo in tanti però a non aver capito. E allora il capo della Lega meriterebbe di governare il mondo, per la sua grandezza strategica. Oppure, ed è la versione decisamente più plausibile, fino a quando c’è stata da fare propaganda, campagna elettorale permanente , la macchina di Salvini ha funzionato. Quando  si è trattato di fare politica, è crollato. Lo si è capito anche oggi, quando ha ripetuto  come un disco rotto le sue frecciate a Conte, ai 5 stelle e all’immancabile Pd, accusando i due partiti  di inciucio, quando l’eventuale accordo,  tutto sarebbe tranne che un inciucio. Lo si è capito  quando ha ripetuto  i punti principali della sua manovra economica ( unico acuto lo sforamento dei conti concessi spesso a Francia e Germania), la difesa dei patri confini, il pericoloso ricorso alla piazza, in una democrazia che, grazie a Dio, è ancora  una democrazia parlamentare. Un Salvini spento, tra l’altro, che fa capire il grado di difficoltà in cui versa il leader del carroccio. Fateci caso, in confronto  Giuseppe Conte e Matteo Renzi, nei loro interventi in senato, sono sembrati due giganti.

Mettete tutto insieme. Il consenso popolare c’è ancora, per carità. MA a giudicare da quest’ ultima drammatica settimana, Salvini ha perso di sicuro molti punti percentuali. Si fosse votato on line stasera stessa, la lega sarebbe ancora il primo partito ma con percentuali di poco superiori al venti per cento. A supportarlo c’è  ancora l’onda lunga del consenso che fu, e chissà ancora per quanto ci sarà.  Nient’altro.  Volendo, il pd e i 5 stelle potrebbero  andare alle urne e giocarsela, insomma. Anche se mettendo insieme fdi fi e il neo partito di Toti, Salvini vincerebbe. A fatica, ma vincerebbe, anche grazie ad una sciagurata legge elettorale che non è maggioritaria,  e non è nemmeno  proporzionale.  É un pastrocchio, e basta.

Ecco, se la saggezza di Zingaretti e Di MAio o chi per lui, visto che  l’altro vero sconfitto della giornata di oggi è stato proprio il leader dei 5 stelle, portasse ad un nuovo governo di legislatura, bisognerebbe davvero cambiare la legge elettorale ed evitare per sempre fughe in avanti di  uomini soli al comando o aspiranti tali. Serve un proporzionale con le preferenze, poche storie. Per affrontare poi i mille problemi di un PAese davvero in  profonda crisi, è indispensabile, come ripetiamo da giorni,  un governo con un contratto nero su bianco, di ampio respiro e una visione  del futuro chiara, netta. Per dirla tutta, che faccia sognare. Altri governi a tempo, sono letteralmente da scartare. Al massimo, se non si trovasse l’accordo tra i due partiti, visto che l’alleanza lega 5 stelle è morta per sempre a meno che Salvini e Di MAio non vogliano perdere la faccia,   serve un esecutivo che accompagni il prima possibile  l’Italia a nuove elezioni. Affidare  la gestione delle elezioni al rottamato esecutivo Conte, è del tutto impensabile.

Perchè,  questo è ormai evidente a tutti, ad iniziare da MAttarella: o  c’è un governo con le idee chiare che duri tre anni o  si va a votare subito. Anche se andare al  voto oggi ,non converrebbe nemmeno più a Salvini.