PIÙ CHE UNA CRISI DI GOVERNO SEMBRA UN FILM DIRETTO DA VANZINA

DI GIACOMO RUSSO SPENA

Più che una crisi di governo sembra un film diretto da Vanzina. Breve riassunto della giornata:

Conte si è tolto i macigni dalle scarpe attaccando a testa bassa Salvini: sembrava un ring più che il Senato. Nello stesso momento si è rivendicato, però, i 14 mesi di operato del governo gialloverde e i provvedimenti salviniani (i decreti sicurezza). Non una parola sul clima di odio e sulla criminalizzazione delle Ong, non un’autocritica. Andrà da Mattarella a dimettersi. A casa.

Salvini ha fatto l’intervento più populista della storia del populismo. Tra l’altro, nel passaggio finale, dopo aver risposto colpo su colpo a Conte, ha persino riaperto ad un governo insieme al M5S. Patetico. Vuole andare al voto ma adesso il pallino non è più nelle sue mani.

A decidere le sorti è, invece, il M5S. Per i grillini ha parlato Morra che è arrivato, in maniera neanche troppo velata, a dare del mafioso a Salvini. Pure qui, come per Conte, buongiorno Morra! Forse in questi 14 mesi l’avevano ibernato e non si era reso conto che col “barbaro” Salvini ci governava insieme, tra baci e abbracci.

Per il Pd ha parlato il redivido Renzi. Sì, proprio lui, che incredibilmente in mezzo a questi nani è apparso un gigante. E’ l’artefice dell’operazione M5S/Pd. Si farà mai questo governo? Presieduto da chi? Di Maio è dubbioso – e vorrebbe tornare da Salvini – ma Grillo e Casaleggio vogliono intesa col Pd di Zingaretti che, nello stesso momento, fa il difficile e alza la posta in gioco.

Di sicuro il M5S non vuole tornare al voto anche perché gli ultimi sondaggi lo danno poco sopra al 10% e farà di tutto per far continuare la legislatura. Staremo a vedere.

Lo spettacolo al Senato, comunque, è stato farserco soprattutto se si ricordano storie e dichiarazioni rilasciate in passato da ogni attore in campo.

La credibilità, quella sconosciuta. Vale tutto e il contrario di tutto.
Sipario.