PER SALVINI IL VENTO HA GIRATO. CONTRO

DI GIOVANNI BOGANI

Lo scrivo soprattutto per me, questo post.

Ho rivisto, su Youtube, gli interventi di Conte, di Salvini e di Renzi.

Per chiarirmi qualcosa. Perché in poche ore, quello che sembrava dover vincere tutto a mani basse, prendersi il paese, divorarsi quel poco che restava dell’Italia che non ci sta, che non è con lui, quello che chiedeva “pieni poteri”, beh – sembrava uno studente rimandato a casa all’esame dal prof.

In poche ore, quello che sembrava un timido e inesistente nulla, un grigio alibi per due che governavano facendo finta che a governare fosse lui, ha drizzato la schiena – tardivamente, ma non è mai troppo tardi – e ha dato il voto lui a Salvini, e non era un voto buono: lui ha bocciato Salvini, e non viceversa.

E infine, con il suo discorso – dite pure di no – Renzi si è ripreso una leadership nel Pd, lasciata vacante dai silenzi di Zingaretti. E si è preso una leadership anche dalle parti dell’elettorato cattolico: parlando di precetti religiosi in un modo molto più serio e molto meno medievale, oscurantista, quasi pre-cristiano, pagano, animista, di Salvini.

Riassumendo ancora più: Conte da meno a più, Salvini da più a meno, Renzi da meno a più. E, giuro, non me lo sarei mai aspettato in un giorno solo, e in un giorno come questo.

Un po’ di tempo fa, e non quando aveva perso, ma molto prima, intuii – di sicuro non fui l’unico – che il vento per Renzi stava cambiando. Oggi, e non ha certo ancora perso, mi sembra di intuire che Salvini si è preso il primo grande schiaffo in faccia; e che sono più quelli che trovano insopportabile il clima che ha creato di quelli che invece fanno il tifo per l’odio, i calci in culo a chi è debole.

Oggi mi sembra di intuire che per Salvini il vento ha girato. Contro.

Poi, tutto può cambiare di nuovo. Guarda Renzi, che torna prepotentemente, con la rivincita servita su un piatto d’argento da uno che ha peccato di arroganza più di lui. Era finito, impresentabile secondo tutti. E ora sta proponendo l’unica mossa sensata. Quella che aveva rifiutato come il fumo del diavolo 14 mesi fa.

Ecco, se riuscirà a non essere arrogante, a non oscurare con la sua presenza i principii e i concetti – così come con la sua faccia era riuscito a impallare Palazzo Pitti e il Tondo Doni nel suo documentario su Firenze – se riuscirà a non peccare di arroganza, se gli ultimi anni gli hanno insegnato qualcosa, Renzi avrà ancora qualcosa da dire e da dare all’Italia.

Se non altro, una capacità di parlare a braccio, e insieme una capacità di “fare i compiti”, di prepararsi sulle questioni – ha parlato di clima nel paese, ma anche di economia europea -, di mettere a fuoco bene due o tre concetti; e una verve nell’esporli, una vena da cabarettista se non a livello Benigni, a livello Pieraccioni, roba che Salvini se lo mangia a colazione.

Tutto questo, detto da uno – me – che Renzi lo ha detestato. Ma rispetto a questi altri, come dicono alcuni ancora dalle mie parti, ‘gli è cent’ori.