UN INCONTRO ALL’AUTOGRILL, TOSI E L’ORIGINE DEL CAOS

 

DI MARIO RIGLI

 

 

– E’ piccolo questo grill, Lisa, andiamo oltre! –

– Devo andare in bagno e poi noi prendiamo solo un caffè! –

Era affollatissimo, forse non solo perché molto piccolo, ma perché erano le due del pomeriggio ed era il 18 agosto. Sì, domenica scorsa, domenica 18 agosto 2019. Mi misi subito in coda alla cassa, mentre Lisa cercava la toilette. Solo due caffè e le mie sigarette. Noi avevamo già mangiato. Un panino con la mortadella lungo il Cordevole, il torrente della valle Agordina. Al fresco degli alberi. L’ultimo fresco della settimana prima di immergersi di nuovo nell’afa e nella calura della seconda valle dell’Arno. Un panino con la mortadella e una birra per me , lo stesso ed acqua minerale non gassata per Lisa.

Davanti a me c’era Flavio Tosi. Polo azzurra e pantaloni beige corti al ginocchio, fisico atletico.

Lui doveva ancora mangiare. Ordinò dei panini chiedendo il consenso alla compagna poco dietro in piedi al tavolo nei pressi del bancone. Bellissima donna di biancovestita con occhiali da sole nerissimi e capelli corvini. Si intendevano con semplici gesti.

– Buongiorno Tosi – gli dissi

Anzi, forse, lo ho chiamato Toti, per un lapsus, ma lui, per fortuna non se ne è accorto.

Ero stato attento ad usare il buongiorno come si usa al nord e non il buonasera come facciamo in Toscana da mezzogiorno in poi.

– Buongiorno – mi ha subito risposto, sorridendo. Credo che a tutti faccia piacere essere riconosciuti.

– Onorevole cosa ne dice di questa situazione? –

– Un caos indescrivibile, come mai prima d’ora –

– Un casino come diremmo in Toscana –

– Si lo diciamo anche noi. Avevo capito che eri toscano. Un casino megagalattico –

Ogni tanto si girava verso la compagna, ma sembrava contento di parlare con me.

– Ne è passata acqua sotto i ponti da quando tu e Renzi eravate i sindaci più amati e più votati d’Italia –

Eravamo passati naturalmente al tu

– Altri tempi – e sorrise – almeno allora si faceva politica, oggi cialtronaggine pura, ovunque –

– Ma come? Oggi siete fortissimi con quel vostro capitano! –

Feci finta di non sapere che era stato espulso dal partito proprio da Salvini

– Si vede che sei un maledetto toscano, se oggi c’è questo caos e questo clima d’odio lo dobbiamo proprio al “capitano” che non è più “mio” dal 2015. Dal 2015 non sono più soldato di quel “plotone” nel quale avevo sempre marciato correttamente. E dipende anche da quell’altro branco strano che ora governa con il capitano –

– Ma quando è cominciato tutto questo? –

– Nel 2016, ma fu il popolo italiano a volere questa deriva strana –

Mi ricordai allora del suo impegno nel Referendum Costituzionale a favore del SI

– Altro che dimezzamento dei parlamentari! –

– Flavio, ma il Capitano è troppo forte nel paese e nel partito! –

– Nel paese per ora, nel partito ci sono persone come Giorgetti , Centinaio e altri dall’esterno a fianco del capo, ma con pensieri ed idee alquanto differenti su molte problematiche –

Portò da mangiare e bere alla compagna e si avviò verso il bagno.

Intanto lisa ed io avevamo preso il nostro caffè.

– Andiamo Mario? – disse Lisa.

Avrei voluto aspettare che Tosi tornasse dalla toilette per salutarlo, ma al bagno c’era un fila enorme e noi avevamo ancor sei ore prima di immergersi di nuovo, dopo una settimana nell’afa e nella calura della seconda Valle dell’Arno.

P. s. Le parole scambiate nell’incontro del grill di Ponte nelle Alpi  e quelle scritte forse non sono esattamente le stesse, esatto però è il senso delle parole.