LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO, CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONE

DI GIOVANNI FALCONE
In questi giorni convulsi di crisi di Governo, consultazioni dei leader di partito e calura estiva, ognuno, per perorare la propria posizione, invoca principi costituzionali leggendoli e trascrivendoli a proprio piacimento.
Ogni forza politica o addirittura ogni leader o presunto tale, ha una propria Costituzione, un proprio orizzonte e le chiacchiere stanno a zero.
Oltre al tamarro verde padano, oggi ho sentito anche la leader di Fratelli d’Italia invocare l’articolo 1 della Costituzione che testualmente recita “«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»
Gli stessi soloni e spesso anche qualche amico carissimo che la Costituzione forse l’ha letta solo alle scuole medie, quando si studiava Educazione civica, ripetono all’unisono il dettato costituzionale nella parte in cui recita “La sovranità appartiene al popolo …”, omettendo, dolosamente la seconda parte dello stesso articolo “… che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Scioglimento delle Camere
Secondo l’articolo 88 della Costituzione, il potere di scioglimento delle Camere ed indire nuove elezioni compete al Presidente della Repubblica che, più che un dovere, è una facoltà: “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Questo significa Infatti lo scioglimento anticipato è quasi sempre stato “funzionale” ovvero dovuto all’impossibilità di trovare una maggioranza parlamentare.
Conclusioni
Detto questo, in queste 48 ore, in tempi strettissimi, il Capo dello Stato Sergio Mattarella sta concludendo le consultazioni, esercitando pertanto le proprie prerogative, nel tentativo di trovare un’alternativa allo scioglimento delle Camere e quindi al ricorso alle elezioni anticipate.
Personalmente spero che si faccia un Governo Istituzionale, a termine e non di legislatura.
Un Governo in grado di scongiurare l’aumento dell’Iva disinnescando le clausole di salvaguardia a suo tempo introdotte in Italia, per la prima volta nel 2010 da un Governo di Centro destra, di cui sia il tamarro verde che Fratelli d’Italia facevano legittimamente parte.
Nello stesso termine, auspico che si faccia una legge di bilancio rispettosa dei parametri europei, con i piedi per terra e soprattutto una legge elettorale in grado di consentire la formazione di un Governo alla forza politica che prende un voto in più: maggioritario con doppio turno, con ballottaggio, alla francese.
Fatto questo, chiamare la gente a votare, con urgenza, massimo nella primavera prossima cercando di invitare i tanti disertori delle urne con una offerta politica degna di questo nome, ricordandosi che: la povertà è stata già abolita, la corruzione è cosa fatta e la mafia ha le ore contate, avendo pensato già Giggino a tutto questo.
A parte gli scherzi, uscendo dal bar Sport, che spero chiuda definitivamente a breve, al Governo che voteranno gli italiani suggerisco:
2. Lavoro. Ostacolare le aziende che delocalizzano spostando le produzioni in Paesi che offrono maggiori vantaggi fiscali. Questo sarà possibile solo attraverso un’armonizzazione fiscale a livello europeo, scongiurando l’attuale concorrenza sleale;
3. Rifinanziare ad horas il grandissimo progetto stoppato dal Governo del cambiamento denominato il “Rammendo delle periferie e Piano casa”;
4. Abolire gli aiuti pubblici a babbo morto (conto capitale), utilizzando tali risorse per abbassare il costo del lavoro (cuneo fiscale), aiutando concretamente le imprese ad affrontare la crisi;
5. Azzerare il carico fiscale su redditi fino a 30 mila euro, riducendo in tal modo ed in termini significativi le enormi diseguaglianze esistenti.