SI’… MA… PERO’…

DI MARIO PIAZZA

Cari e stimatissimi commentatori politici di terra, di mare e dell’aria.

Avete ragione, nel suo discorso Giuseppe Conte non ha rinnegato nulla della lunga serie di porcherie che durante la sua presidenza sono state commesse ed approvate con la complicità sua e del M5S.

E perchè mai avrebbe dovuto farlo?

Lo scopo del suo discorso era dare un taglio netto alla “relazione pericolosa” con Salvini, e lo ha fatto con precisione chirurgica snocciolando uno ad uno i comportamenti indegni del suo ministro e andando persino oltre i fatti nudi e crudi, aggiungendo ad essi la propria personale indignazione e condanna etica, morale ed umana.

Certo, anche a me sarebbe piaciuto se Conte avesse rovesciato il tavolo il giorno del sequestro della nave Diciotti o se avesse usato la propria autorità istituzionale per congelare le pagliacciate da spiaggia e le esibizioni muscolari che hanno accompagnato ogni comizio del Salvini. Non lo ha fatto per troppi mesi ed ha lasciato che il disastro politico, economico e sociale arrivasse fino a questo punto.

Però lo ha fatto ieri, e lo ha fatto con una determinazione di cui nessuno lo credeva capace.

Chi si aspettava dalle sue parole una dichiarazione di discontinuità e di pubblico pentimento ed una specie di piattaforma programmatica che spianasse la strada all’auspicabile governo rosso-giallo è rimasto deluso, ma non era quella la sede nè quello era lo scopo del discorso.

Conte ci ha offerto in diretta l’esecuzione di Salvini e delle sue politiche autoritarie e dalla sua bocca sono uscite le parole che tutte le persone perbene avrebbero voluto dire in faccia al Salvini e che per mesi sono rimaste lettera morta sui social o nei salotti televisivi.

Per quanto tardivo, prima di ogni altra cosa dobbiamo ringraziarlo per aver frantumato la valanga che stava per sommergerci tutti. E’ da oggi che dobbiamo aspettarci un’azione politica che scongiuri il pericolo che se ne formi un’altra.