DIETRO LE QUINTE SI PARLA DI UN ZINGARETTI CHE NON VEDE L’ORA DI LIBERARSI DI RENZI

DI UDO GÜMPEL

Velina. Dietro alle quinte- vere o finte? – si parla di un Zingaretti che non vede l’ora di liberarsi di Renzi. Come? Con le elezioni prima possibile.
Oggi i gruppi parlamentari Pd sono pieni zeppi di renziani, anche al 17%. Dopo, con un ipotetico 22-25%, sarebbero tutti zingarettiani. I Penta ridotti al lumicinio, e il governo in mano a Salvini per i prossimi 10 anni, magari con Berlusconi, se ci arriva, Presidente della Repubblica.
A questo punto Renzi non può che farsi il suo partitino, 5-10%, fuori dal Pd.
Perché una cosa è certa. Se si fa il giallo-rosso, Renzi torna centrale.
E ai Penta questo ormai non importa molto, perché il vecchio nemico nr1 oggi è il loro miglior alleato. Ambedue vogliono arrivare almeno al 2022, alla elezione del sucessore di Mattarella.
Ma Zingarelli pare che temi solo il ritorno di Renzi, che lui si riprenda il partito.
E per rendere impossibile l’alleanza ai penta, sta alzando l’asticella sempre di più. Chiedendo non solo un’abiura del DSB, mi sembra sacrosanta, ma anche il progetto della riduzione dei parlamentari, che in realtà sarebbe una manna dal cielo, perché richiede una nuova legge elettorale, magari proporzionale puro, che taglierebbe le ali ad ogni velleità maggioritaria, dei due Matteo. Il primo ha capito che questo il prezzo, il secondo lo soffrirebbe, ma al Nicola non andrebbe bene, perché sarebbe il modo per rendere impossibile l’alleanza e far fuori Renzi. Come primo e unico scopo.
Ma in fondo ci si può fidare. Della capacità di farsi del male, della sinistra italiana. Ora Salvini deve solo aspettare il cadavere del Pd passagli sotto il naso nel Tevere.
Fantapolitica?