FIORENTINA- NAPOLI 3-4: DUE SQUADRE IN BARCA (PER TACER DELL’ARBITRO)

DI- STEFANO ALGERINI

Finisce 3-4 Fiorentina- Napoli: non è la prima volta che queste due squadre a Firenze propongono partite di questo genere. Bella, proprio bella la partita di stasera, pur colma anche di errori ovviamente, però sempre divertentissima. E con un continuo su e giù di emozioni, da cui il titolo dedicato a Jerome, con anche il contributo determinante (e non richiesto) di un arbitro senza mezzi termini pessimo. Peccato: sarebbe stata una partita perfetta e probabilmente l’avrebbe comunque vinta il Napoli che è ovviamente la squadra più forte, così invece resta un’ombra bella grossa che forse riaprirà le polemiche e i dubbi sull’uso della Var.

Novanta giorni fa esatti, più o meno a quest’ora, finiva Fiorentina- Genoa: ultima di campionato, risultato 0-0, entrambe la squadre salve dopo aver rischiato l’impossibile nel finale di campionato.  Da parte viola però festeggiamenti diciamo tiepidi. Anzi, una fuga generalizzata verso casa stremati: ormai anche la voglia di contestare i Della Valle era esaurita, e sul vocabolario del tifoso medio alla parola “entusiasmo” c’era scritto “Significato sconosciuto”.  Il fatto che dopo un lasso di tempo così breve ci siano quasi venticinquemila abbonati e la città sia percorsa da una corrente elettrica positiva dovrebbe dare speranza a tutti: la vita può sorprenderti sempre, anche quando meno te lo aspetti. Certo se all’improvviso, in una notte di inizio giugno si materializza una fatina di nome “Rocco” è più facile…

In tutto questo tripudio di ottimismo e di “good vibes” (come direbbe appunto Rocco) purtroppo il rompiscatole è stato il computer della Lega Calcio, il quale ha servito come primo piatto la pietanza più indigesta possibile: cioè il Napoli di Carletto Ancelotti, uno squadrone già l’anno scorso e toccato pochissimo durante l’estate. Il peggio possibile insomma per una Fiorentina invece ancora incerta come un puledrino appena staccato dalla fattrice. E proprio come quello giovanissima, con in campo un sacco di ragazzini dalle rarissime presenze in serie A: Venuti, Castrovilli, Sottil, Vlahovic. Tanto da far sembrare Chiesa un vecchio bucaniere, e uno come Badelj (30 anni e mezzo) praticamente un pensionato. E stasera l’esperienza ha contato parecchio, a partire da un curioso primo tempo.

Un primo tempo difficile da raccontare e da spiegare: oltre trentacinque minuti di dominio della Fiorentina (difficile da credere, lo sappiamo, ma è la verità) corta e brillante contro un Napoli invece macchinoso ed impreciso. Risultato finale? 2-1 per il Napoli. E’ il calcio si sa: se uno cerca giustizia fa meglio a seguire un altro sport. Certo, a proposito di giustizia, il rigore del vantaggio napoletano assegnato a pochi minuti dal termine grida vendetta: un pestone di Mertens a Castrovilli trasformato da Massa in massima punizione per i partenopei nell’indifferenza della sala Var. Mistero fittissimo su come funzionino le cose nelle comunicazioni tra arbitro e assistenza video che dunque prosegue, ma tant’è: rigore per gli azzurri e 2-1 come si diceva. Mertens che peraltro poco prima aveva fatto la solita magia al Franchi sfruttando l’unico errore della difesa viola (segnatamente di Milenkovic) e disegnando un destro bellissimo che Dragowski poteva solo sfiorare. Però fino a lì c’era stata sul serio una super Fiorentina: animata dall’ entusiasmo della sua “scuola media”, con un Sottil pazzesco per qualità e sicurezza su tutti. E guidata dal duo Badelj (il pensionato) Pulgar: due che in effetti fanno un po’ “scopa”, perché molto simili, e che però danno mente ed ordine a tutta la squadra. Il tutto produceva un solo gol su rigore trasformato da Pulgar per un  piuttosto chiaro fallo di mano di Zielinski, non fischiato dall’ineffabile Massa ma visto (almeno questo) dal Var.

Poi nella ripresa il classico luna park: prima il pareggio di testa su calcio d’angolo di Milenkovic che svettava in mezzo ai giganti della difesa napoletana. Tre minuti e nuovo vantaggio del Napoli con Callejon imbeccato da Insigne su un errore di Lirola (uno dei pochi negativi della serata viola). Mossa di Montella: fuori Vlahovic e dentro Boateng. Pochi minuti e il Boa ripagava con un fantastico destro a baciare il palo dopo una bella azione di squadra con l’assist finale di Castrovilli (partita sontuosa la sua). Finito? Basta? Ci fermiamo? Macchè, pochi minuti e Napoli di nuovo avanti con Insigne a “benedire” di testa dopo un assist meraviglioso di Callejon. Insomma un delirio. A questo punto però la Fiorentina aveva dato tutto e anche l’ingresso di Ribery non poteva nulla. O quasi… Eh sì, perché al secondo di recupero con un’azione testarda il francese riusciva ad entrare in area, ma Hysaj si aggrappava al suo braccio. Rigore o no? Dubbio, ma visto quello concesso al Napoli, beh un’occhiatina Massa la poteva pure dare. Invece niente, e Montella e il popolo viola si infuriavano inutilmente. Finisce dunque 3-4, come detto niente di imprevedibile, il Napoli è uno squadrone e con i nuovi arrivi potrà forse veramente mettere in difficoltà anche la Juve. Dispiacere invece per la Fiorentina, che ormai non vince una partita in casa “dalle Termopili”, però Montella e lo staff non devono buttarsi giù: le indicazioni positive sono tante e “i bambini” daranno tante soddisfazioni. Certo stasera brucia, ma se Rocco si mette una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio questa squadra potrebbe davvero sorprendere quest’anno.