SE SALTA L’ACCORDO CON IL PD, I 5 STELLE RISCHIANO IL CROLLO ELETTORALE

Gentile direttore,

prima giornata di colloqui tra Pd e 5 stelle, e la trattativa già rischia il fallimento. E intanto nelle pagine facebook del Movimento diversi attivisti  non vogliono saperne di allearsi con i democratici.  Come finirà secondo lei?

Pasquale Caruso, Catania

 

Gentile signor Caruso,

Quattro giorni  fa avrei scommesso su  una rapida soluzione della crisi e sulla nascita di un governo Pd- 5 stelle.  Ma la situazione è diventata talmente fluida , confusa, che  ora è difficile fare previsioni. Nonostante il monito del Capo dello Stato, il clima di sospetti sta incrinando qualsiasi collaborazione tra i due partiti. Ed è sicuro  che senza venirsi incontro non si va da nessuna parte. E’ un continuo braccio di ferro, ci faccia caso.  Verrebbe da dire: è la politica, bellezza. Ma stavolta le strategie di partito dovrebbe essere messe da parte per un accordo che faccia il bene del Paese.

Invece i renziani vanno per conto loro e, come è  noto, sono interessati ad allungare i tempi per il ritorno alle urne al fine di organizzare meglio la nascita del nuovo partito dell’ex premier . I  5 stelle, dal canto loro, stanno praticando con spregiudicatezza la politica dei due forni. Potrebbero addirittura finire  per cedere alle sirene della Lega. In effetti Salvini, consapevole di aver fatto un errore madornale a provocare la caduta del governo Conte, adesso sta cercando di correre ai ripari promettendo la luna a Di Maio, perchè ha capito che se si forma un esecutivo Pd. 5 stelle, rischia di restare all’opposizione per i prossimi tre anni dove, a dispetto di Giorgetti, la Lega che fa della propaganda la sua arma migliore, finirebbe in un cono d’ombra.

Più facile , a mio parere, che Salvini sia  interessato a non far nascere un governo pd – 5 stelle piuttosto che  allearsi di nuovo con i grillini. Certo sarebbe incredibile  se Salvini e Di Maio tornassero insieme. Sarebbe la chiusura del cerchio di una situazione condotta in maniera ridicola e che finirebbe in maniera patetica, con i 5 stelle caduti nella trappola della  sindrome di Stoccolma: la vittima   che si innamora del  suo carnefice.

Ma questo sarebbe il meno. Bisognerebbe spiegare infatti  ai sostenitori del movimento di cui lei scrive, che in caso di elezioni anticipate a novembre, Di Maio e soci  finirebbero schiacciati, rischiando il crollo elettorale. Un partito che aveva in mano l’Italia finirebbe insomma  per non arrivare nemmeno al 10 per cento, perchè gli elettori della destra del movimento  sceglierebbero il cinismo dell’originale:  la lega. Cioè  di un partito liberista ed estremista, pienamente integrato nel sistema. I grillini di sinistra finirebbero per non votare o per tornare nell’orbita Pd. Dispiacerebbe per parlamentari validi come Nicola Morra, Roberto Fico o Carla Ruocco, ma se non ci fosse l’impegno nei prossimi giorni a varare un governo Pd- 5 stelle, il partito fondato da Grillo meriterebbe l’estinzione. Se Di Maio e Di Battista  non capiscono infatti la gravità del momento sociale ed economico, che consegnare di l Paese all’estrema destra con tutto quel che ne consegue, sarebbe delittuoso, vuol dire che si è complici oppure ingenui. E tra le due cose , non si sa quale sia peggio.