STRAGI EVITATE

DI GUIDO OLIMPIO

Per mobilitare gli americani contro il terrorismo avevano creato lo slogan «Se vedi qualcosa, dì qualcosa». Una frase, un atteggiamento, qualsiasi indizio – anche piccolo – poteva e può essere utile per scoprire in tempo chi ha intenzione di fare del male. La stessa regola vale per i killer di massa, quale che sia la loro motivazione.

Dopo le stragi a El Paso e Dayton sembra che finalmente l’attenzione dei cittadini sia cresciuta. Nelle ultime settimane, come sottolinea la Cnn, oltre una ventina di individui sono stati fermati o arrestati dalla polizia in quanto potenzialmente pericolosi. Persone che hanno lanciato minacce o assunto atteggiamenti da far ritenere imminente un attacco indiscriminato. E non di rado sono stati scoperti grazie ad una segnalazione di qualcuno che è entrato in contatto con loro.

L’ultimo caso in California. La polizia di Long Beach ha bloccato un cuoco di un albergo che era pronto a colpire colleghi e ospiti dell’hotel. All’origine del possibile assalto – per il quale aveva accumulato armi e munizioni in quantità – un movente personale legato al lavoro. Prima di questo episodio sono finiti in manette studenti, xenofobi, simpatizzanti neonazisti, giovani. Con gradazioni di pericolosità diverse. Da chi ha esagerato con una battuta a individui ad un passo da compiere un massacro.

L’Fbi, nei suoi report sui mass shooters, ha ribadito che nella grande maggioranza di eventi l’omicida aveva fatto trapelare qualcosa, si era confidato. Lo si è visto anche per il killer di Dayton. Piccole bandierine rosse, quasi sventolate, che vanno «avvistate», interpretate, colte. Ecco perché familiari e amici possono essere i primi a dare l’allarme.

L’altro aspetto da seguire è la propaganda. Gli estremisti – e non solo loro – condividono il materiale, le tesi, i video. La premier neozelandese Jacinda Arner ha espresso preoccupazione perché in Ucraina vendono il «manifesto» dello sparatore responsabile dell’eccidio nelle moschee di Christchurch. Un libro di 84 pagine che diventa fonte di ispirazione. Con un’annotazione da non sottovalutare: la guerra ucraina è una palestra per militanti di estrema destra, una copia di ciò che rappresenta la Siria per i jihadisti. Alcuni paesi si stanno preparando ad un contrasto vigoroso, altri preferiscono trattare tutto caso per caso.
Guido Olimpio