DOPO LA MORTE DELLO CHEF ZAMPERONI TORNA IN ITALIA L’ALLARME FENTANYL

DI ANNA LISA MINUTILLO

Con la morte  dello chef Andrea Zamperoni si ritorna a parlare del Fentanyl un oppioide che miete numeri esorbitanti di vittime dopo il suo utilizzo. Sono ben 200mila i morti negli Stati Uniti dal 2014, numeri che fanno parlare di una vera e propria strage e per i quali nel 2018  il presidente Trump ha dichiarato “emergenza nazionale”. Secondo quanto dichiarato da Simona Pichini, prima ricercatrice all’Istituto Superiore di Sanità ed esperta di nuove droghe: «La dose letale è di pochi microgrammi: un granello. Basta toccarlo o inalarlo per caso». Chi si occupa di sequestrare questo materiale infatti è tenuto ad indossare tute ermetiche,  nonché guanti e maschere, a scopo protettivo.

Dagli anni ‘60 il Fentanyl viene usato  come anestetico e antidolorifico, una sostanza quindi che non proviene dal mondo dello spaccio ma direttamente dalla farmaceutica. Tutto il mondo quindi tende a tremare mettendosi in allarme per la pericolosità di questo farmaco che negli ultimi due anni ha causato la morte di ben 60mila giovani .Una farmaco che pare essere approdato anche in Italia, dove negli anni 2016 e 2017 le morti per overdose sono salite del 9,7% . A poco è servita la “pausa” durata 15 anni in cui le morti per overdose da droga erano calate.

La “vittima zero” in Italia è stata un 39enne di Milano che aveva acquistato  droga sul web. Ad un primo esame questa morte sembrava una  “normale “overdose, accanto al corpo vi erano siringa, accendino, buchi nel braccio. Ma nel corpo non c’era traccia di eroina. Solo la testardaggine degli studiosi  che si sono occupati di questo caso ha portato al ritrovamento  di un analogo del Fentanyl , il tutto  dopo un anno  e mezzo.  Infatti la morte che risale all’ aprile 2017, ha visto  la fine delle analisi nel  settembre 2018.

Negli Stati Uniti complici le prescrizioni facili (11 milioni di persone  lo prendono indebitamente e il 5% dei bambini nasce in astinenza. Da qui a giungere in strada il passo è stato purtroppo breve.  Risale a pochi giorni fa la condanna in  un tribunale dell’Oklahoma  per la Johnson & Johnson (produttrice storica di oppioidi) a 572 milioni per aver sottovalutato i rischi e spinto i medici alle prescrizioni. Uno degli avvocati dell’accusa aveva perso il figlio. Di cause simili gli Usa ne hanno 2mila in attesa ed ancora da discutere. Le azioni dell’azienda  sono salite del 2%., ed anche se si attendeva una multa più cospicua, pare andare bene così

per il mondo del business, al cui centro poche volte si ritrova la vita degli esseri umani ma sempre invece il denaro a discapito dell’ingenuità e della ben costruita dipendenza a cui questi farmaci apparentemente risolutori di dolori conducono.

Allo scadere della ricetta infatti  almeno il 6% dei pazienti non ne può  più fare a meno tanto da indurlo a rivolgersi   al mercato nero per procurarselo. C’è chi è arrivato a procurarsi infortuni per ottenerlo entrando nella spirale della dipendenza e trovando la morte. Il tutto con farmaci approvati dalla Federal Drug Administration.

Ma cerchiamo di capire meglio cos’è il Fentanyl, la sua storia, ed a cosa serve.

 Lo chiamiamo Fentanyl, ma è noto anche come fentanil e fentanile (oltre che con i nomi dei farmaci commerciali) ed è un analgesico (che agisce cioè per lenire il dolore riducendolo senza curarne le cause) oppioide sintetico (composto psicoattivo che produce effetti simili a quelli della morfina), conosciuto per essere 100 volte più potente della morfina stessa.  E’ stato preparato e sviluppato per la prima volta dal Dott. Paul Janssen nel 1959 nell’ambito di un brevetto tenuto dalla sua società, la Janssen Pharmaceutica. Negli anni ‘60 il Fentanyl è stato presentato sul mercato dei farmaci come anestetico dai prodigiosi effetti. E’ un farmaco che produce effetti simili a quelli della morfina, ma più potenti e a dosi minori. Esso provoca effetti allucinatori accompagnati da uno stato di benessere che porta il consumatore a godere dei benefici della sostanza al punto da non poterne farne più a meno.   Il Fentanyl si assume tramite cerotti, lecca-lecca o pastiglie, più raramente tramite iniezioni. Sotto forma di farmaco è adatto alla somministrazione per via orale, per via inalatoria, per via transdermica e per via parenterale. Esso è utilizzato principalmente per il trattamento del dolore episodico intenso in pazienti affetti da patologie neoplastiche che sono già in terapia con altri oppioidi per il trattamento del dolore cronico oncologico.
L’assunzione contemporanea di Fentanyl e alcool andrebbe evitata, poiché quest’ultimo aumenta la sonnolenza indotta dal Fentanyl.   Viene utilizzato anche come droga e, in questi casi, il suo consumo è ancora più rischioso: incrementano infatti la possibilità di morirne. Una dose di Fentanyl per uso ‘ricreativo’ è più potente di una dose di eroina, a livello di effetti, per questo il rischio di overdose è molto alto: è difficile calcolare il sovra dosaggio. Negli ultimi anni, gli spacciatori hanno immesso sul mercato questo farmaco in sostituzione dell’eroina e viene assunto per via orale, ma anche sniffato, iniettato o fumato.   Il farmaco può portare a depressione respiratoria (quando cioè non si riesce a respirare perché il sistema respiratorio non è in grado di garantire il giusto equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica), alla quale può seguire la morte, in caso di dosaggio eccessivo. Il Fentanyl viene prescritto ai pazienti per l’anestesia, prima di un’operazione, o per ridurre il dolore (analgesia). Spesso il farmaco viene prescritto come trattamento del dolore cronico.
  Perché è così potente?
Il farmaco è caratterizzato da elevata lipofilia, per questo penetra con facilità nel nostro sistema nervoso centrale e ha un potente effetto su di noi. Attualmente non esiste una vera e propria dose massima oltre la quale il paziente è a rischio, dipende infatti da quanto la sostanza riesce ad essere efficace: per questo è importante evitare il sovradosaggio.  Gli  effetti collaterali : sonnolenza, astenia, cefalea, apnea, allucinazioni e ansia.

Com’è la situazione in Italia?

in Italia fino alla scorsa primavera le autorità continuavano a ripetere che non c’era “alcuna evidenza di una sua diffusione”, tutto è cambiato lo scorso settembre quando l’Istituto superiore di sanità ha diramato per conto del dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio un’allerta di grado tre (il massimo) sul Fentanyl dando notizia del primo caso di decesso avvenuto a Milano nell’aprile 2017.  Il 12 ottobre scorso con un decreto del ministero della Salute sono state inserite nella tabella delle sostanze proibite dodici nuove droghe. A creare “motivo di allarme sociosanitario”, è scritto nel decreto, “la diffusione di molecole sintetizzate per aggirare il divieto sulla molecola Fentanyl”, la cosiddetta eroina sintetica, poiché “possiedono potenza notevolmente superiore alla molecola originale” e gli utilizzatori “possono essere soggetti a depressione respiratoria per l’elevata potenza su recettori oppiacei”. Sono rarissimi i suoi sequestri, ma il problema non è che da noi non c’è, ma  piuttosto che identificare queste sostanze per i laboratori è complicatissimo. Si tratta di analisi tossicologiche molto costose che non tutti i laboratori possono effettuare.  Questo perché ci sono più di 50 derivati del Fentanyl e ne vengono creati sempre di nuovi.  Per riuscire a identificare con precisione una sostanza, c’è bisogno di un campione standard, ma  questi campioni hanno bisogno di tantissime autorizzazioni per essere ottenuti dalle  ditte estere specializzate. Ci si mette anche un anno prima di riuscire ad averli. I Iaboratori italiani sono riusciti ad avere solamente 22 campioni standard, il che vuol dire poter riconoscere 22 derivati del Fentanyl. Tuttavia è probabile che in circolazione ce ne siano di più: il sospetto è che vengano usati o al posto dell’eroina o per tagliarla  .

Il Fentanyl possiede  potenzialità mortali e con un solo grammo di polvere si possano fare migliaia di droghe. Se  Non fosse stato per le morti di personaggi dello spettacolo come:Prince, Dolores O’Riordan e più di recente del rapper Mac Miller, in Italia nessuno o quasi avrebbe mai sentito parlare di Fentanyl. Almeno non fuori dal giro di chi naviga nel  mondo del dark web fra forum e negozi on line a caccia di droghe. Eppure, a suo modo, negli Stati Uniti il Fentanyl è al tempo stesso .un’emergenza e l’ultima moda. il mercato della nuova eroina sintetica è già sconfinato, secondo gli esperti della Dea quasi il 70% di quello importato negli Usa sarebbe prodotto in laboratori clandestini cinesi Dove un chilo di Fentanyl puro può essere acquistato a 3.800 dollari per  poi fruttarne  circa 30 milioni al mercato nero dopo essere stato tagliato con altre sostanze.  a meno che non si lavori in ambito medico, pochi conoscono questa molecola che  crea più morti degli incidenti stradali . Insomma una vera e propria piaga in questa società giovanile sempre più allo sbando, dove i controlli ed i sequestri di questa sostanza risultano essere impegnativi e spesso poco utili poiché la sostanza può essere tranquillamente acquistata attraverso il mondo web. Assurdo parlare ancora dopo decenni, ( tante morti e conseguenze gravi che l’assunzione di stupefacenti comporta), di pericolosità e di danni sull’organismo, che possono sfociare facilmente in morti assurde. Giovani che andrebbero seguiti maggiormente e resi parte attiva e concreta di una società che troppo spesso pare dimenticarli ed abbandonarli alle emozioni artefatte che il conforto di queste sostanze regala loro ma solo apparentemente.  .