PEGGIO DEGLI ALTRI, L’ECONOMIA ITALIANA SOFFRE ANCORA DI PIÙ DEI SOLITI MALI

DI LUCA SOLDI

 

 

La crisi, la congiuntura mondiale è solo un aspetto delle difficoltà italiane. E la fine del governo con Salvini è la dimostrazione che oltre le incapacità politiche ci sono state delle insufficienze nella gestione del Paese anche dal punto di vista economico
E questo ci rende ancora più deboli e fragili rispetto al mondo esterno che pure non ha affatto di che consolarsi
Una deriva che Istat fotografa diffondendo un rapporto sul fatturato dell’industria.
Ed il manifatturiero perlopiù segna un calo dello 0,5% rispetto al mese precedente e dello 0,8% rispetto al giugno 2018, il dato corretto per gli effetti di calendario segna -3,8%.
Per il rapporto dell’Istituto di statistica, “la dinamica congiunturale è sintesi di una flessione del mercato interno (-1,2%) e di un modesto aumento di quello estero (+0,5%)”. E ancora: “Nel confronto con il mese precedente il calo è diffuso a tutti i principali raggruppamenti di industrie, risultando particolarmente marcato per il comparto dell’energia”.
A rendere grave la situazione sono gli ordinativi, che denunciano uno sguardo, poco ottimistico, sul breve e medio periodo.
A giugno registrano un calo congiunturale sia su base mensile (-0,9%) sia nel complesso del secondo trimestre (-0,4%). Su base annua, il dato grezzo evidenzia un calo del 4,8% rispetto al giugno 2018.
In pratica un cinque per cento in meno che rischia di precipitare ulteriormente nei mesi luglio-settembre.
Il calo congiunturale, si legge nel rapporto, “riflette la contenuta crescita delle commesse provenienti dal mercato interno (+1,1%) e la marcata diminuzione di quelle dall’estero (-3,8%)”.

Nel dettaglio dei settori, spicca ancora la fase decisamente negativa di fatturato e ordinativi dell’industria automobilistica. Il fatturato segna una diminuzione del 6,3% (di cui -7,8% sul mercato interno e -3,3% su quello estero), mentre gli ordini segnano un -15,9% (-18% sul mercato interno e -12,4% sull’estero). Male anche l’andamento del semestre, con un fatturato in calo dell’11% (-12,6% sul mercato interno e -8,1% sull’estero) e ordinativi in flessione del 14% (-14,7% nazionale e -12,9% estero).

Naturale conseguenza che tutto ciò si rifletta sul lavoro
Crescono infatti in modo importante le ore di cassa integrazione complessiva autorizzate a luglio: nel report dell’Inps di agosto, si legge che sono state 19,1 milioni contro le 14,3 del luglio 2018, con un aumento del 33,5%.

In particolare, quelle di cig ordinaria sono state 8,8 milioni e hanno segnato un aumento del 17%.
La competitività è gravata, sempre di più dai soliti mali endemici, da un debito nazionale insostenibile, dalle tasse, dalle incapacità di agire a livello globale, da una burocrazia e da una giustizia troppo farraginose.

Saranno questi i temi più importanti che dovrà affrontare il nuovo esecutivo cercando di arginare la frenata, quella recessione che ancora una volta si pone davanti ai destini di un Paese che malgrado i grandi proclami del passato, si porta dietro questi limiti mai superati.