TUTTO INIZIÒ CON DUE POLIZIOTTI IN FILA AL GAZEBO DELLA LEGA

DI VANNI CAPOCCIA

 

Tutto iniziò con due poliziotti in divisa in fila per firmare una petizione al gazebo della Lega. Poi abbiamo visto mezzi dei vigili del fuoco chiamati da un questore per togliere da una finestra un lenzuolo con una scritta ritenuta sgradita a Salvini. Dopo agenti togliere una sciarpa dalle mani di un giovane che mostrava una sciarpa con l’evangelica frase “ama il prossimo tuo”. Successivamente la foto di Carola Rackete sottoposta alla foto segnaletica data in pasta alla canea degli odiatori dei social. Per finire con due presumibili poliziotti a torso nudo che dal giornalista di Repubblica, aveva appena beccato il figlio di Salvini nella moto d’acqua della polizia, pretesero i documenti dicendo la minacciosa “”Bene ora sappiamo dove abiti”.

La sintesi di tutto questo l’ha fatta il rappresentante per il Lazio del Sap, uno dei sindacati di polizia, dicendo: “Il connubio tra Lega e Polizia di Stato è diventato indissolubile grazie a Salvini” aggiungendo che “Per la prima volta ci ha resi, a noi poliziotti, figli del Governo e non figli dell’opposizione”, distorcendo il ruolo della polizia che è di Stato e non governativa, di tutti al servizio di tutti.

Il prossimo Ministro degli Interni avrà molto da lavorare. Dovrà farlo indossando i suoi vestiti lasciando le divise a poliziotte e poliziotti. Gli sarà necessaria molta saggezza e determinazione per liberare il Corpo di Polizia dall’immagine di servizio d’ordine del ministro che ha dato e dalle tossine che la gestione salviniana vi ha gettato a piene mani. Partendo dai fondamentali, dal significato che ha e dai doveri che comporta l’indossare una divisa che è la divisa di tutti, e tutti deve rassicurare.