L’EPILOGO DI SALVINI AL GOVERNO PREVISTO IN TEMPI NON SOSPETTI

DI EMILIO MOLA

Era il 12 febbraio.
Ora che Salvini ha mandato a casa il suo governo proprio “prima della fine dell’estate” e prima della legge di bilancio, usando come scusa proprio la Tav; ora che si è formato un altro governo per porre rimedio ai suoi danni e lui è passato all’opposizione; ora che ha dato la colpa proprio “al PD e all’Europa”; ora che ha annunciato la sua gente scenderà in piazza a ottobre per protestare contro il governo; bene: ora posso dire avveratosi, purtroppo fin nelle virgole, il post del 12 febbraio scorso.
Manca solo l’ultima parte. Quella in cui gli italiani crederanno a lui nonostante il suo piano per se stesso e contro il Paese apparisse così chiaro e cristallino perfino a un idiota come me, privo sia di doti divinatorie che di particolari abilità di analisi politiche.
Ma per quell’ultima parte non credo ci sia da attendere la verifica dei fatti. Sappiamo già, purtroppo e senza margine di dubbio, come andrà.
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Emilio Mola
12 febbraio
Cari salviniani e leghisti,
una cosa vi dev’essere chiara: entro la fine dell’estate (se non addirittura della primavera) Salvini non sarà più al governo. Non sappiamo chi ci sarà, ma di certo non lui.
A settembre il governo dovrà trovare 5,6 miliardi per rifinanziare Quota100, altri 8 miliardi per rifinanziare il Reddito di Cittadinanza, 30-40 miliardi per finanziare la Flat Tax (che non può più rinviare), 23 miliardi per evitare l’aumento dell’IVA al 25,6%, altri 10 miliardi per coprire il buco dovuto alla mancata crescita (0,2% se va bene anziché 1%). Solo per citare le spese principali
Sono circa 100 miliardi. Un’enormità. E no, l’Europa non c’entra niente. Sono il costo delle politiche di Salvini e Di Maio (eh già andare in pensione prima e far alzare lo spread ha un prezzo che qualcuno deve pagare, chi se lo sarebbe mai aspettato eh?); sono soldi che non ci sono e sono soldi che noi italiani dovremo tirar fuori: o con l’aumento delle tasse o con drammatici tagli allo Stato Sociale. Oppure con la rinuncia, da parte di Salvini e Di Maio, ad alcune di quelle promesse.
Ma sono tutte e 3 scelte che porteranno i partiti al governo a perdere consenso.
E ve lo immaginate Salvini che rimane lì a pagare e farci pagare il prezzo delle sue politiche? No che non ve lo immaginate. E infatti lui non ci pensa proprio a rimanere lì.
Salvini troverà una scusa, una qualsiasi scusa (Tav, processo, quello che volete), per rompere il governo e defilarsi prima che gli italiani scoprano quale sarà il conto da pagare.
Si piazzerà fuori, all’opposizione, a fare la guerra a quel governo che si sacrificherà per salvare il Paese dalla bancarotta facendo pagare agli italiani il conto che Salvani ha lasciato prima di scappare.
Il quale Salvini non dirà “sono scappato prima che gli italiani scoprissero che gli ho lasciato 100 miliardi da pagare”. Dirà “sono stato mandato via dai poteri forti, dal Pd, dall’Europa, da Soros, dalle banche bla bla perché bla bla prima gli italiani bla bla”.
E sapete qual è il bello? E’ che voi, pur sapendo tutto questo, starete dalla sua parte. E scenderete in piazza inferociti contro il governo che dovrà aggiustare i conti sfasciati da Salvini, e al fianco di Salvini. Che dirà: “Avete visto? Mi hanno mandato via per mettervi le mani in tasca. Perché con me non sarebbe mai successo”.
E voi gli crederete. Perché siete gli stessi che credono alla storia del leghista antimeridionale che diventa all’improvviso il più grande patriota italiano. Perché non dovreste credere al resto?