LA GINESTRA SUL CORTILE NELLO SPETTACOLO TEATRALE “E’ COSA BUONA E GIUSTA”

DI GABRIELE BOJANO


È difficile trovare un aggettivo per definire Michele La Ginestra, tornato dopo un anno al Teatro dei Barbuti come protagonista ieri sera dello spettacolo “È cosa buona e giusta”. È davvero inqualificabile (nel senso buono): comunque lo si definisca, infatti, l’aggettivo risulta sempre un po’ meno di quello che realmente è. Simpatico oltre i canoni abituali della simpatia, cordiale senza dover fingere, ironico con garbo, istrionico e pirotecnico sul palco come capita sempre meno di vedere, La Ginestra ha dalla sua una grande scuola, quella della commedia musicale firmata Garinei & Giovannini. Non a caso, da marzo, al Sistina di Roma, vestirà i panni di Rugantino, gli stessi indossati da mostri sacri come Nino Manfredi ed Enrico Montesano. In scena a Salerno non si risparmia affiancato da una bella compagnia di giovani tra cui il figlio Alessandro. E racconta il “come eravamo” di noi figli degli anni ‘60, più ingenui e meno spericolati dei ragazzi d’oggi, imbranati con le coetanee e privi di qualsiasi supporto tecnologico. Un testo piacevole, che fa ridere, sorridere e riflettere com’è nello stile dell’attore. Soprattutto nella parte in cui viene intrapresa una vera e propria campagna di sensibilizzazione al sorriso e alla gentilezza. E di questi tempi, scusate se è poco. Applausi scroscianti, convinti e appuntamento, si spera al prossimo anno. Brava Chiara Natella che si orienta decisamente verso spettacoli di qualità . Buon sangue non mente 👏