LETTERA APERTA A GIUSEPPE CONTE: BASTA ODIO

Gentile Direttore,

in allegato troverà una lettera che ho inviato ieri al Presidente Giuseppe Conte.

Non mi aspetto una risposta dal Presidente, ma se Lei la volesse pubblicare su Alganews, mi farebbe piacere.
Cordiali saluti
Tiziana Cristofari.
Docente
Gentile Tiziana,
Non solo  pubblico la sua lettera indirizzata  al premier incaricato Giuseppe Conte, ma la pubblico con immenso piacere perchè condivido molte delle sue considerazioni. Anche io sono convinto  che con Salvini non più al governo l’Italia possa tornare a respirare un’aria diversa, meno cattiva, senza più le palate di odio di questi ultimi anni.
Dunque il governo che potrebbe nascere, che duri poco o tanto, avrebbe  sicuramente il merito di far decantare una situazione che rischiava di diventare esplosiva. Solo per questo è giusto che nasca.
Poi, certo, non illudiamoci che il salvinismo sia stato sconfitto, tutt’altro. Occhi aperti e guardia alta, come raccomando sempre.  Però rispetto a quelle che erano le prospettive  di un anno fa, quando ai tempi del sequestro della Nave Diciotti, Salvini aveva l’Italia in mano, adesso la società civile dell’accoglienza, dell’amore e della solidarietà ha rialzato la testa, si è svegliata dal torpore, ha iniziato a far valere le proprie idee e può giocarsi la partita ad armi pari, in caso di elezioni. E questo fino a qualche mese fa era tutt’altro che scontato, non trova?
Ecco, di seguito la sua lettera.
Gentilissimo Presidente Giuseppe Conte,
ho passato lunghi minuti a guardare il foglio bianco del computer prima di riuscire a trovare le parole giuste; poi il pensiero del “tentare” contro il probabile rimpianto di “non averci neppure provato”, mi ha aiutata. Mi son detta che in fondo era solo una lettera come tante e forse nemmeno migliore di altre, ma che ci dovevo provare.
Inizio col dirLe che ho sentito simpatia e ho visto molta dignità nel suo discorso per le dimissioni come Primo Ministro, ma fino ad allora La vivevo come un uomo di poco carattere e che pensavo non avrei mai considerato possibile stimare come politico. Perdoni la franchezza, ma non sono solita andare dove porta il vento.
Le scrivo principalmente per dirLe che il pensiero di un Governo senza Salvini mi ha cominciato a far respirare di nuovo. Un anno di Governo in cui si è creato un clima di odio che tra i miei contatti Facebook non avevo mai avuto modo di sentire e leggere. Una politica di intolleranza sugli immigrati, sulla diversità, su chi è fragile, chi non può difendersi, è una realtà che arriva anche su piani diversi dall’immigrazione. È per esempio una realtà che si trova a scuola: quando alcuni docenti percepiscono che la famiglia è fragile diventano violenti nei loro confronti: colpevolizzano i figli di tutto, li accusano di non saper essere genitori, li condannano a sottoporre i figli a certificazioni senza motivo. Ma non solo. A Roma ho anche visto un vigile (indegno della divisa che indossava) prendere a calci un bicchierino dell’elemosina per allontanare il barbone. Ho visto mettere da Banca Intesa, in un angolo esterno alla banca, sul marciapiede di proprietà del Comune di Roma (Piazza Augusto Righi), delle barriere per scacciare i mendicanti che ci dormivano da anni come fossero piccioni. Ho visto, anzi vedo ancora ogni giorno e sempre di più, da quando Salvini ha preso il potere, aumentare l’odio verso chi ha meno, verso chi non è nessuno, sempre se si possa dire di un essere umano che non è nessuno. Da qui si dovrebbe ripartire per una politica di amore, di contrasto a quanto seminato da Salvini.
Mi perdoni, probabilmente per Lei, abituato a facce amiche o nemiche ma ipocritamente amiche per interesse e per casta, mi permetto di pensare e affermare che non è possibile vedere l’odio che si è diffuso tra la gente comune, ma è aumentato in modo esponenziale, abbassando anche terribilmente il livello di scontro politico (mi riferisco in particolare a quel video di Sgarbi (personaggio di rilievo) seduto sul water che insulta Di Maio. Questi video di personalità pubbliche autorizzano ogni cittadino a fare sempre peggio e a odiare sempre di più).
E tutto questo (prima che Lei dicesse basta al Governo con Salvini), mi toglieva il respiro. Mi terrorizzava. Mi faceva sentire vittima insieme a tutta questa povera gente, soprattutto perché mi sentivo, e forse ancora mi sento, impotente: io, che per equità sociale, nel mio studio faccio pagare solo chi può, italiani e non. E mi sono sentita insultare per questa mia identità umana, e accusare di farlo perché ne avevo le possibilità, senza sapere però, che fino a pochissimo tempo fa, per riuscire ad avviare il mio studio e a sopravvivere, mi sono trovata in una crisi finanziaria tale che stavo perdendo la casa. Ma non ho imparato ad odiare, nemmeno quelle persone che mi hanno insultata e che spesso, all’opportunità, lo fanno ancora.
Ora, Lei è lo stesso uomo del precedente Governo, ma senza Salvini, senza colui che ha portato l’odio, che ha rinfocolato il malessere popolare verso chi non ha nulla e non può nulla. Ora io Le confesso ancora una volta felicemente che respiro; nella speranza che questa nuova formazione di Governo possa veramente ridare dignità agli italiani e a tutti coloro che vivono il nostro territorio.
Lei sa meglio di me cosa manca all’Italia: non certo i porti chiusi! All’Italia manca il lavoro, la possibilità che la gente si riprenda la propria dignità di essere a questo mondo, di vivere e di poter fare. Manca il pane, Presidente. Manca a molta gente un tetto dove ripararsi quando piove, Presidente. Manca la possibilità di riscaldarsi, di studiare, di avere una vita degna, Presidente Conte. E glielo dice una che ha passato tutto questo: dopo essermi laureata lavorando da adulta, con la crisi del 2008 perdendo il lavoro, ho fatto la fame, ho rinunciato a tutto quello che dall’infanzia avevo potuto avere e con l’età matura mi sono potuta conquistare nella speranza di cambiare la mia condizione personale e sociale; mai avrei pensato invece che fosse tutto ancora da costruire. Così, da cittadina italiana, figlia di una donna di classe medio/bassa e orfana di padre, all’età di 36 anni (ora ne ho 47) ho dovuto ripartire da meno zero racimolando quanto possibile per non perdere la casa e fare almeno un pasto al giorno.
Gentile Presidente, c’è un detto che dice “il sazio non crede al digiuno”, ma io spero che Lei possa credere a chi non ha. Da parte mia le posso dire che, nonostante abbia ancora molto poco, perché i debiti accumulati vanno poi comunque restituiti, continuerò anche a lavorare gratis per i diritti che ogni bambino deve poter avere nell’istruzione e che le Amministrazioni pubbliche faticano purtroppo a dare. Spero che Lei, nel Suo nuovo Governo, possa dare all’Italia un Ministro dell’Istruzione capace e preparato, che abbia consapevolezza di cosa sia la pedagogia e pertanto la conoscenza di cosa manca ai bambini e gli adolescenti italiani e stranieri che frequentano la nostra scuola: fino ad ora nessun Ministro ha dimostrato mai di averne.
Presidente Conte, Le chiedo come cittadina comune a tante altre di fare un Governo capace di pensare al lavoro, al lavoro e ancora al lavoro.
Mi rivolgo a Lei nella speranza che le due diverse realtà politiche che formeranno il Governo di domani possano portare avanti l’obiettivo di non riportare mai più Salvini al potere.
Conceda ai suoi cittadini, soprattutto a chi non ha, la possibilità di continuare almeno a respirare, così come sta accadendo a me da due giorni a questa parte.
Cordiali saluti
Tiziana Cristofari