L’OPERAZIONE, PER IL PD E LA SINISTRA, È RISCHIOSISSIMA

DI GILBERTO SQUIZZATO

La collaborazione di governo con i 5S potrebbe rivelarsi impraticabile fra pochi mesi per incompatibilitá di valori, metodi e priorità. Eppure ai tanti amici che esprimono le loro perplessitá e paure confesso qualche mia considerazione, del tutto personale e sicuramente fallibile. 1. In situazioni eccezionalmente pericolose occorre saper rischiare. In questo caso ogni giorno sottratto a Salvini che spadroneggia al Viminale puó essere utile per abbassare la febbre di questo malandato paese ed evitare la catastrofe elettorale che tutti sappiamo. 2. Rinviare le elezioni non significa scongiurare l’ipotesi sempre reale di un futuro successo salviniano, xenofobo e razzista, nemico dei diritti civili e illiberale alla Orban. Occorre sapere che ogni giorno può essere l’ultimo del Conte 2 (se nascerà) e dunque essere pronti alla competizione elettorale in ogni momento. 3. La dialettica che sará molto conflittuale con i grillini colleghi di governo vedrá prevalere chi saprá esercitare anche nel paese (e soprattutto presso i giovani privati di un domani dignitoso) un’autentica egemonia culturale, proponendo modelli e valori convincenti, capaci di “riaprire il futuro”, non solo di far funzionare il bilancio dello stato. Ogni braccio di ferro tattico coi grillini sará inutile se non supportato da una strategia che guardi ai prossimi 20/30 anni, capace di coinvolgere attivamente, eticamente e anche emozionalmente le nuove generazioni. 4. Un’egemonia culturale di questo tipo richiede con un’urgenza l’apertura di un laboratorio collettivo di pensiero -mentre chi é al governo gestisce il “giorno per giorno” senza lasciarsi logorare da un miope presentismo-. 5. I voti di LEU, indispensabili al Senato, dovranno servire non solo a dare una poltrona ministeriale a un onesto/a rappresentante dell’area (dunque non necessariamente un parlamentare ma una figura di prestigio nazionale) ma soprattutto a innescare un proficuo confronto nell’intera sinistra , sia ricomponendo le diverse anime di LEU, sia chiamando il PD a decidere che cosa vuol essere (una tardiva riedizione del blairismo compassionevole verso i poveri nella versione renziana o un partito che non tema di inventare un nuovo progetto eco-socialista per il XXI secolo?). 6. Ovviamente senza dimenticare che le leggi elettorali (e le regole istituzionali, per esempio quelle per la gestione della RAI) si fanno non per quando si vince ma per quando si perde (per esempio, a breve, con una non impossibile rimonta salviniana). Che illusione quella di Rosato- Renzi che hanno costruito l’attuale legge elettorale nella presunzione di conseguire sicuramente il 40 per cento dei voti, ottenendo solo il 19! 7. Senza dimenticare il 48 per cento degli aventi diritto al voto che non hanno confidato neppure nel facile e demagogico avventurismo dei 5S. Ci vuole ben altro per portarli a votare! Semplicemente un “progetto”! (Un semplice “programma” di governo non basta certo!) 8. E noi? I non professionisti della politica? I non eletti? A noi il compito di partecipare con fervore all’elaborazione di quel progetto, nei nostri ambiti di vita e di lavoro, perchè si tratta di affermare valori e promuovere utopie che orientino la politica della sinistra evitando che le emergenze dell’oggi offuschino uno sguardo lungo sul domani, che è vicinissimo. PS. Brutta cosa l’esclusione di LEU dal confronto Conte-PD-5S! Motivo in più per ricomporre le diverse anime e presentare al paese proposte forti e “critiche” di questo insostenibile presente, assumendo come interlocutori prioritari i non votanti delusi e frustrati e I non aventi diritti (in primis i figli di immigrati ancora in attesa di una cittadinanza sempre negata).