ORSO M49, “LIBERTÀ VA’ CERCANDO CH’È SÌ CARA COME SA CHI PER LEI VITA RIFIUTA”(DANTE ALIGHIERI)

DI MARINA NERI

Da giorni ho in mente la storia dell’ orso M49. Odio i numeri, siano essi attribuiti alle persone sia agli animali.

Da questo momento l’ Orso M49 per me diventara’ Massimo Decimo Meridio. Lo so, difficile trovare similitudini con il Gladiatore. Eppure in quella fuga rocambolesca io ci vedo il famoso ” e ora scatenate l’ inferno”.

Dunque Massimo Decimo Meridio, il plantigrado, è un orso ” problematico”.

Così lo hanno definito più di due mesi fa quando lo hanno catturato. Amava gozzovigliare con il bestiame lasciato allo stato brado in Trentino. Catturato, senza essere sedato, è stato messo in una gabbia. Gli è stato tolto il collare segnalatore. E a sua volta la gabbia si trovava entro un recinto circondato da ben 4 metri di filo elettrificato.

Massimo Decimo Meridio decide che la gabbia ove la sua dignità è piegata è troppo stretta per lui, abituato alla libertà del bosco, pur se è una libertà vigilata avendo al collo il rilevatore di posizione.

Orso “problematico” lo avevano chiamato. Deve onorare il nome. Chissà il dio degli orsi come lo ha assistito. Aprire la gabbia è stato facile.

Respirare a pieni polmoni l’ aria frizzante dell’ alba. Sciocchi umani ! Come si può recingere il desiderio della libertà?

Eppure quel recinto diviene ultimo baluardo
da oltrepassare.

Sa o non sa che rischia la vita? Che quel filo all’ apparenza sottile, cela quell’ energia, quella corrente che annienta più dello scoppio del fucile dell’ uomo?

Perché pensare? Il bello della feralitâ è che si può persino fingere di non pensare, tanto gli umani credono che le belve agiscano d’ impulso e d’ istinto.

Raccoglie il fiato. Inspira tutta l’ aria che può immagazzinare e Massimo Decimo Meridio si lancia attraverso il filo che frigge sulla sua corazza.
Ma la rabbia protegge, difende, fa correre libero dentro il cuore del suo bosco.

Potente il dio degli orsi, se lui è divenuto invisibile , se respira Libertà mentre l’ uomo civile dispone la sua morte.

Quante similitudini con la vita quotidiana. La gabbia in cui siamo tutti orsi problematici se solo aspiriamo alla libertà. Un recinto più grande quando il potere, temendo reazioni, allenta il giogo. E poi le insidie intorno.

Spacciati a uscirne , ma restare dentro è come morire ogni giorno, un pezzetto alla volta come la dignità.

E quell’ ” A modo mio”, irrazionale, ingiusto, sbagliato, diventa l’ unico , estremo grido di libertà.

Quando e se quel grido diverrà” A modo nostro “…ogni recinzione non avrà più energia per reggersi. Uomini e idee abbatteranno le prigioni.

-Massimo Decimo Meridio , spero che il tuo dio ti protegga , che cali la nebbia quando ti troveranno e grideranno al pericolo mentre uccideranno in realtà l’anelito di libertà, affinché sia da monito, affinché non colga improvviso lo spirito di emulazione e passi dall’ orso all’ uomo in una staffetta ideale.

Chissà, forse se torni un numero, fra i milioni di altri numeri ti dimenticheranno e tu, problematico , perché ” libero” vivrai nel tuo mondo, a modo tuo.

Abbi cura di te M49-.