CARO LUIGI DI MAIO. LETTERA AD UN GIOVANE UOMO ITALIANO

DI MITA MEDICI

Caro Luigi Di Maio , non vorrei essere nei tuoi panni. Sappi che mi dispiace che tanti se la prendano con te e quasi solo con te. Io mi immagino il lavoro e l’impegno che metti in tutto quello che fai, lo immagino solo, perché io non sono mai diventata ministro né segretario di Partito o Movimento. Deve essere tosta avere tanta gente contro, e in modo così squallido e ossessivo come spesso leggo. Ti colpiscono sul personale, ti insultano, ti chiamano con spregio giggino. Son tutti più bravi di te, hanno le soluzioni in tasca, loro. È un classico di chi non fa ma giudica, critica, infanga e sbeffeggia, succede in tutti i campi, figurati se non succede quando hai in mano il futuro di un Paese. I peggio poi sono quelli che non sono neanche usciti di casa per andare a votare a marzo 2018, eppure si sentono investiti del ruolo dei sapienti, degli aventi diritto a criticare pur non avendo mai fatto nulla di utile per la comunità , eh si, perché se non sei neanche un votante praticante, allora devi proprio tacere. Poi ci sono “i politologi” con laurea acquisita al bar sotto casa, che con una convinzione degna di un qualsiasi attore di terza categoria, te le cantano e te le suonano, come se la loro misera esperienza di vita sia un attestato di capacità eccelse, a cui tutti dovrebbero rivolgersi non solo per imparare a vivere, ma pure a governare. Per non parlare dei giornalisti e gli “opinionisti” di professione dai quali ho sentito dire castronerie di ogni tipo su quasi chiunque, quasi (capisci a me..) ma su di te, sempre, in più, con quel ghignetto particolare, canzonatorio, di sufficienza. Degli avversari politici inutile pure parlarne, tra voi vi sparate a zero e poi vi abbracciate lasciandoci a dir poco basiti, in particolare in questi giorni. Questi qui sono “esperti” e subdoli, quell’altro un rozzo inconsistente.
Che te lo dico a fa’ Luigi, sarà per tutto questo e per come hai preso sul serio, quasi troppo, il tuo ruolo, facendo bene e naturalmente sbagliando, come qualsiasi essere umano degno di questo nome, che io nutro per te il rispetto che sempre si deve a chi è stato capace di raggiungere mète così importanti partendo dal basso, senza parentadi “importanti” e giochini sporchi come troppo spesso avviene qui da noi , mète che, oltretutto, per la maggior parte di quelli che ti criticano sono e saranno inarrivabili, per tutto questo forse ho provato il desiderio irrefrenabile di scriverti. Che tu vada avanti o seppure rinuncerai, hai la mia stima. Sei giovane, (sarà questa la tua colpa più grave in un Paese invecchiato male? ) la strada è lunga e tortuosa, ma ormai i muscoli te li sei fatti.
Ti saluto e ti mando un grande in bocca al lupo per il futuro. (oh, spero non ti sembri una minaccia visto con chi hai a che fare!)
Con affetto
Mita.