VENEZIA 2019: MOSUL

DI TIZIANA FERRARIO

Si inizia a guardare Mosul e ci si ritrova in un girone dell’inferno, dove tutti sono contro tutti. Una palude di odio con le tensioni tra le varie tribù irachene che riesplodono con la caduta di Saddam che era riuscito a tener insieme il paese con la forza della sua dittatura.La pellicola racconta i giorni della battaglia contro l’ISIS,che aveva scelto Mosul come capitale del califfato in Iraq.La storia porta lo spettatore in prima linea e toglie il respiro per il ritmo degli eventi,per la brutalità che la guerra sempre porta con sè,per gli orrori che i civili sono costretti a subire, le madri che vedono i loro figli morire, i bambini che hanno paura, i cecchini che cancellano ogni possibile traccia di umanità.Una storia vera che il regista e sceneggiatore Michael Carnahan scopre leggendo un articolo del New Yorker “The Desperate Battle to Destroy ISIS ”e decide di raccontarla. Sceglie il Marocco, Marrakesh come set, e sceglie attori che parlano l’arabo . Gli uomini della squadra di polizia Nineveth SWAT sono inprotagonisti di fatti realmente accaduti. Si sacrificheranno sino alla morte per liberare le loro città, per difendere le loro famiglie.Sono Kawa,un agente di 21 anni scampato a uno scontro a fuoco, e il team guidato da Jasem,che ha salvato la vita al giovane poliziotto. Ognuno di loro ha perso qualcuno o qualcosa di caro- ed è proprio la voglia di vendetta e rivalsa a muoverli contro l’ISIS per liberare la loro città da crimini e violenza. Il film è un tributo a questi combattenti e il regista ricorda in coda al film i nomi di quanti hanno perso la vita in questa tragica resa dei conti. Mosul oggi è una città liberata che sta cercando di trovare una normalità dopo le ferite profonde della guerra. I terroristi dell’ISIS sconfitti sono invece in fuga e stanno cercando nuovi paradisi dove continuare la loro battaglia di morte.