STORIA DI ANNA E DELL’ENNESIMO SUICIDIO

DI CLAUDIA SABA

5 settembre 2019.
Oltre la strada, una piccola folla è accalcata sotto un edificio.
Due auto della Polizia e il 118, si muovono nel silenzio di tanti sguardi.
Al centro le Torri di Latina, si consuma l’ennesima tragedia.
Sono le 18.
Un passante, sottovoce, racconta che una donna è precipitata dal nono piano lungo la tromba delle scale.
I soccorsi, tempestivi, non sono serviti a niente. Quando sono arrivati, lei era già morta.
Si chiamava Anna, 53 anni e due figli.
Una donna ironica, allegra, solare.
Almeno all’apparenza.
È lei, l’ennesima vittima, la terza, che negli ultimi due mesi si è tolta la vita a Latina.
Senza lasciare una lettera, un messaggio, un cenno che potesse far capire in qualche modo, il suo bisogno di aiuto.
La lista dei suicidi in provincia, si allunga.
Sono mamme, operai, professionisti sempre più soli.
Solitudine che porta spesso a isolarsi e a chiudersi in se’ stessi.
Forse, per vivere, dovremmo imparare a lasciare andare.
Abbandonare ciò che ci fa male e ci spegne lentamente.
Che non ci fa dormire la notte.
Forse dovremmo prenderci meno sul serio e spazzare via i fantasmi di un passato che non accettiamo.
Che aveva portato Anna, ad ammalarsi di un male sempre più frequente: la depressione.
Si cercherà ora, di ricostruire gli ultimi attimi della sua vita.
E capire, se possibile, cosa l’abbia spinta a decidere di farla finita.