SALVATORE LO LEGGIO, INTELLETTUALE E PERSONA GENTILE

DI VANNI CAPOCCIA


Ho appena saputo della morte in Sicilia di Salvatore Lo Leggio. Un intellettuale comunista che aveva iniziato la sua militanza politica in Sicilia, terra d’origine con la quale non ha mai perso i legami, avendo la possibilità d’incontrare e confrontarsi con non pochi dei grandi politici e intellettuali di quella regione. Per poi trasferirsi in Umbria dove ha insegnato e svolto attività politica nel Pci, è stato consigliere comunale a Bastia, fino alla svolta di Occhetto.
Anche se condividevamo da sempre l’impegno nella sinistra ho avuto modo di frequentarlo con una certa assiduità e consolidare un’amicizia solo negli ultimi anni. Grazie ad Aldo Capitini collaborando con Lanfranco Binni per iniziative legate al nonviolento filosofo della compresenza, e alla poesia che amavamo entrambi ma che Salvatore conosceva molto meglio e molto più di me.
Con Cesare Barbanera gli chiedemmo di parlare alla “Società operaia” della poesia di Walter Cremonte che ora sarà sommerso dal dolore, lo fece dimostrando non solo di conoscerla a fondo ma di saper entrare nel profondo dei testi poetici.
L’impegno di Salvatore è stato contraddistinto da una razionale passione civile. Lui siciliano era orgoglioso d’essere stato nel 2004 uno dei fondatori di Libera Umbria. Curava un suo blog dove scriveva di poesia, delle sue letture, raccontava le sue esperienze e i suoi incontri siciliani. Soprattutto, era una delle persone più attive in Micropolis, fascicolo mensile allegato a “Il Manifesto”, dove si poteva apprezzare la sua capacità di analisi, il livello intellettuale, lo stile da giornalista di qualità.
Perugia ha perso un intellettuale di grande cultura mai esibita, io un amico gentile e un compagno e sento che da oggi sarò molto più povero.

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