AUGURI LILIANA, GRAZIE DEL NUOVO REGALO

DI LUCA SOLDI

 

 

Per raccontare la cronaca di una giornata intensa come quella trascorsa basta solo un episodio. Basta un solo resoconto. È quello che si riassume nelle parole pronunciate oggi da Liliana Segre, senatrice a vita di questa cara e sofferta Repubblica.
Bastano le sue parole ad esprimere il pensiero di tanti di noi.
Bastano quelle parole, dette proprio nel giorno del suo ottantanovesimo compleanno a raccontarci che l’età anagrafica ha ben poco a che vedere con l’etica, con l’amore per il proprio Paese, con quello per la libertà, per la Costituzione.
E proprio oggi quelle parole pronunciate nel corso della fiducia al nuovo governo Conte sono il più bel regalo che lei ci potesse di nuovo fare.
Un discorso deciso, autorevole : “Ho vissuto sulla mia pelle l’intolleranza e l’odio e so la facilità di passare dalle parole ai fatti. Mi hanno insegnato che chi salva una vita salva il mondo intero; per questo un mondo in cui chi salva vite viene osteggiato mi pare proprio un mondo rovesciato”.
La sua è una citazione dal Talmud indirizzata ad uno che di “conoscenza” ne ha ben poca. Ed ancora: “Mi hanno preoccupato i numerosi episodi susseguitisi durante l’ultimo anno che mi hanno fatto temere un imbarbarimento con casi di razzismo trattati con indulgenza, la diffusione dei linguaggi di odio. Anche con l’utilizzo di simboli religiosi in modo farsesco e pericoloso, un revival del ‘gott mit uns’. A me fanno questo effetto, forse solo a me in quest’aula”.
“La politica,- ha proseguito la senatrice che al fianco aveva la Bonino – che investe nell’odio è sempre una medaglia a due facce, non danneggia solo coloro che vengono scelti come bersaglio, ma incendia anche gli animi di chi vive con rabbia e disperazione il disagio. L’odio si diffonde e questo è anche un po’ più pericoloso”.

Dai banchi della destra si sono infiammati ma lei imperterrita ha proseguito: Un altro motivo di disagio, spiega, “è che la festa del 25 aprile si è trasformata da alcuni, solo alcuni, in una sorta di faida” Aggiungendo: “Penso poi alla storia, perdere la storia è uno dei primi effetti collaterali della perdita del futuro”.
Ha apprezzato “la reintroduzione dell’educazione civica ma non basta una materia in più dobbiamo comportarci con disciplina e onore, ma anche con sobrietà e rispetto per gli avversari. La mia speranza è che il nuovo governo assuma e faccia proprio il rispetto civico, ricordando quei versi di John Donne ‘non chiedere mai per chi suona la campana, essa suona per te””.

La senatrice ha voluto dire chiaramente che avrebbe dato la fiducia al “nuovo governo con preoccupazione ma anche con speranza”. “Vorrei, – ha detto- che questo governo non nascesse dalla consapevolezza di uno scampato pericolo, dal senso di sollievo dopo che si è giunti sull’orlo di un precipizio e ci si ritrae in tempo. Occorre ripristinare un terreno di valori condiviso nella difesa costante della democrazia e dei principi di solidarietà nati dalla Costituzione e dalla Resistenza”.
E anche lei fa una richiesta al presidente del Consiglio: “Ho presentato una proposta di legge, poi trasformata in mozione, sull’istituzione di una commissione sull’hate speech, ( incitamento all’odio) un fenomeno che purtroppo conosco. E mi auguro che maggioranza e opposizione la istituiscano”.