ELETTORI E CONSUMATORI

DI MARIO PIAZZA

Come l’Italia è stata la culla del diritto, la Francia dell’illuminismo e la Germania dei crauti, così gli Stati Uniti sono la culla del Marketing.

E’ da venticinque anni esatti che la politica italiana è stata trasformata in marketing dal re indiscusso delle televisioni private, ed è per questo che la nostra politica si affolla sempre più di termini inglesi: opinion leader, testimonial, influencer, mainstream, redemption, spin off, meet up… tutta roba mutuata da una presunta scienza che serve per vendere prodotti e servizi, non idee o addirittura ideali.

Da questo nasce l’appiattimento culturale, dal pensare che un detersivo sia uguale ad una politica per l’immigrazione o che un piano sanitario nazionale possa seguire gli stessi criteri di una polizza assicurativa. A chi verrebbe in mente di contestare le confezioni della Barilla o di contare i miliardi di bifidi probiotici dello yoghurt Activia?

Va bene tutto, purchè a vendercelo siano la faccia e la voce giusta, possibilmente con una musichetta cretina di sottofondo.
Indietro fino all’infanzia tutti insieme, con il passo del pinguino.